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COP21. I leader a casa, il campo ai negoziatori

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Dopo la cerimonia di apertura e i discorsi ufficial
sono tornati a casa. Ora il campo è lasciato ai negoziatori.
I negoziatori tecnici delle diverse parti discuteranno gli elementi del futuro accordo sotto l’autorità dei due copresidenti, l’algerino Ahmed Djoghlaf e lo statunitense Daniel Reifsnyder. Questa fase negoziale durerà tutta la settimana mentre il summit ospiterà in parallelo conferenze, ufficiali, mostre, eventi artistici e performance varie. E’ già stato programmato l’annuncio di diverse campagne come quella per frenare la desertificazione in Africa; si tratta di capire se e quanto di quelle parole potrà mai trasformarsi in realtà. Alcuni Paesi, tra cui il Perù, hanno in cantiere la presentazione di misure per promuovere il ruolo delle foreste come strumento contro il cambiamento climatico, salvo poi non avere giustificazione alcuna di fronte alle devastazioni cui nessuno mette un freno. Si pensi soltanto alla rottura di due dighe in Brasile che ha contaminato e devastato il fiume Doce con milioni di metri cui di fanghi tossici già arrivati all’oceano. A Le Bourget sono previsti anche i lavori di “Générations Climat”, un’iniziativa di dibattiti e eventi aperta al pubblico.
Sabato 5 dicembre i negoziatori, conclusa la prima fase di discussioni, presenteranno il loro progetto di accordo alla presidenza francese della Cop21. La Francia, come presidente dell’evento, presenterà a questo punto le modalità scelte per il seguito dei lavori.
Da lunedì 7 dicembre i negoziatori lasceranno campo a un ministro, di norma il ministro dell’Ambiente del loro Paese. I ministri avranno la responsabilità di disegnare l’accordo finale. I negoziati a livello ministeriale dovrebbero concludersi entro mercoledì 9 dicembre in modo da poter consentire la verifica a livello legale e linguistico della bozza (l’accordo sarà redatto in sei lingue: inglese, arabo, cinese, spagnolo, francese e russo) entro il 10 dicembre.
Ufficialmente i negoziati nel loro complesso si concluderanno l’11 dicembre con l’adozione dell’accordo finale ma è molto probabile che si possa ancora lavorare nei due giorni successivi, sabato 12 e domenica 13 dicembre.
La firma solenne dell’accordo non è in ogni caso prevista nel contesto della Cop21 ma nel 2016 con una cerimonia organizzata dalle Nazioni Unite. Quindi…altro tempo!

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