Mentre i paesi ricchi si preoccupano soprattutto delle minacce dell’Isis, nel resto del mondo, soprattutto nei paesi più poveri la paura principale è quella dei cambiamenti climatici. Scarso interesse in Polonia. I partiti di destra più indifferenti…
La prima preoccupazione non è la minaccia dell’Isis, né il nucleare iraniano, e neppure la crisi economica. La maggior parte delle persone nel mondo, secondo il report del Pew Research Center, si preoccupa di una minaccia ancora più destabilizzante: quella dei cambiamenti climatici.
Mentre europei e statunitensi sono preoccupati soprattutto per il terrorismo dell’Isis, la preoccupazione per il clima che cambia è in cima alla lista delle preoccupazioni in 19 nazioni sulle 40 indagate ed è più sentita nel Sud del mondo, laddove le condizioni economiche e sociali spesso sono ancora più precarie. Il clima è la fonte di insicurezza maggiore per il 61% dei latinoamericani e in certi Paesi come Perù e Brasile la percentuale sale al 75%.
Molto preoccupati per il riscaldamento globale gli abitanti dell’Africa sub-sahariana, che sono tra quelli che patiscono e patiranno maggiormente le conseguenze più pesanti del climate change: in media il 59% degli abitanti della regione mette il clima in testa alla lista delle paure, ma in certi Paesi come il Burkina Faso la percentuale arriva al 79%, in Uganda al 74% e in Ghana al 71%.
Anche in Asia il cambiamento climatico preoccupa. Anche se non è al primo posto ovunque ed è in cima alla lista solo per il 41% del campione, per metà dei Paesi è la prima preoccupazione e lo è per il 73% degli indiani e per il 72% dei filippini.
Dove i timori per il clima sono relativamente bassi, rispetto ad altri problemi, è in Europa: anche se il 42% degli europei è “molto preoccupato” per il clima, la questione non è tra le prime due citate in nessuna delle nazioni europee. Agli estremi abbiamo la Spagna, con il 59% degli intervistati “molto preoccupati” e la Polonia – ricordiamo fortemente dipendente dal carbone e da sempre ostile a politiche di riduzione delle emissioni – dove la percentuale si ferma al 14%.
In Europa, si legge nel report, sono molto più preoccupati per il clima gli intervistati che si collocano a sinistra come preferenze politiche: la differenza tra elettori di destra e di sinistra è particolarmente pronunciata nel Regno Unito (30% per i primi contro il 49%) ma è significativa anche in Italia, Francia e Spagna.
Stessa dinamica ideologica, anche più accentuata, negli Stati Uniti, dove l’attività dei cosiddetti negazionisti climatici è stata più accesa. Se in media gli statunitensi si preoccupano poco del global warming, top concern per solo il 42% del campione, le cose cambiano moltissimo a seconda dell’orientamento politico: il 62% dei democratici sono “molto preoccupati”, mentre lo è altrettanto solo il 20% dei repubblicani.
Fonte: Qualenergia