Vai al contenuto della pagina

Inquinamento, è ora di svegliarsi

homepage h2

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato una Risoluzione sull’Inquinamento Atmosferico che pone l’accento sugli impatti negativi dell’inquinamento sulla salute umana e sull’economia e chiede ai governi di intraprendere misure immediate per prevenire patologie e decessi in futuro. Purtroppo finora tutti gli appelli sono caduti nel vuoto.
 Il testo della risoluzione esorta i governi a:
  • sviluppare sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria;
  • promuovere tecnologie e combustibili puliti per riscaldamento, illuminazione, preparazione dei cibi;
  • rafforzare il trasferimento internazionale di competenze, tecnologie e dati scientifici riguardo l’inquinamento atmosferico.
Ogni anno 3,7 milioni di persone muoiono per cause attribuibili all’inquinamento atmosferico. Altre 4,3 milioni di morti sono causate dall’esposizione ad agenti inquinanti interni alle abitazioni e ai luoghi di lavoro.
In occasione della 69° Assemblea Mondiale della Sanità l’OMS lancerà una roadmap per una risposta globale all’emergenza inquinamento dell’aria e invita i governi ad applicare le linee guida sulla qualità dell’aria dell’OMS.
 
Cosa significa per l’Europa e l’Italia?
 
Nell’Unione Europea il costo in vite umane di una scarsa qualità dell’aria è più elevato di quello degli incidenti stradali, rendendola la prima causa ambientale di morte prematura in UE.
L’inquinamento dell’aria causa inoltre la perdita di giorni di lavoro, costi sanitari, e colpisce in misura maggiore le fasce di popolazione più vulnerabili (bambini, asmatici, anziani).
La Commissione Europea stima che il costo diretto dell’inquinamento atmosferico per la società nel suo complesso ammonta a circa 23 miliardi di euro l’anno. Le esternalità legate al solo impatto sulla salute sono stimate intorno ai 940 miliardi di euro (il 9% del Pil dell’UE). Si veda qui.
 
Sebbene la Commissione Europea riconosca l’inquinamento dell’aria come “una delle preoccupazioni principali a livello politico dalla fine degli anni ‘70” e si impegni a “sviluppare e implementare gli strumenti [e standard] appropriati per migliorare la qualità dell’aria”, gli standard EU sulla qualità dell’aria riguardo al particolato fine (PM 2.5) sono significativamente più accomodanti di quanto raccomandato dall’OMS: il limite UE per i PM 2.5 è di 25 microgrammi per metro cubo (media annuale), contro i 10 µg/m3 di media annuale raccomandati dall’ OMS.
 
Per fare un esempio, la media 2014 di PM 2.5 a Roma è di 15,6 µg/m3 (dati Arpa Lazio), più bassa del limite UE ma più alta di quanto raccomandato dall’OMS. Lo stesso vale per il PM 10. L’UE pone il limite a 40 microgrammi per metro cubo (media annuale), mentre l’OMS ne consiglia 20. Roma nel 2014 ha avuto una media di 26,1 µg/m3 (dati Arpa Lazio).
 

Leggi anche

Per eseguire una ricerca inserire almeno 3 caratteri

Il tuo account

Se sei abbonato/a alla rivista Terra Nuova, effettua il log-in con le credenziali del tuo account su www.terranuovalibri.it per accedere ai tuoi contenuti riservati.

Se vuoi creare un account gratuito o sottoscrivere un abbonamento, vai su www.terranuovalibri.it.
Subito per te offerte e vantaggi esclusivi per il tuo sostegno all'informazione indipendente!