Comincia a diffondersi anche in Italia la cosiddetta agricoltura veganic, che utilizza solo concimi vegetali e minerali.
Agricoltura veganic
In altri paesi, soprattutto Inghilterra, questo approccio è già molto diffuso e vede vere e proprie reti di agricoltori andare in questa direzione. Nel nostro paese siamo solo all’inizio ma ci sono tutte le premesse per una grande diffusione.
Già nel Regno Unito sono stati studiati i metodi dell’agricoltura veganic (definita stockless organic, cioè biologica e senza bisogno di bestiame) allo scopo di stimarne il rendimento agronomico ed economico.
Gli esperimenti (uno della durata di 11 anni svolto dalla Elm Farm Association Centre e l’altro durato 5 anni, a cura della Adas Terrington) hanno dimostrato che, a seguito dell’uso prolungato di tecniche di coltivazione veganic e fertilizzazione a base vegetale, non c’è stata evidenza di declino della produttività; questa è risultata equivalente a quella di un terreno a coltivazione biologica, sebbene ci fossero variazioni significative nel rendimento di anno in anno.
La disponibilità nel terreno di fosforo e potassio, due nutrienti essenziali in agricoltura, è risultata sufficiente. Malattie delle piante e parassiti non hanno posto problemi significativi, anche se le erbe infestanti perenni hanno creato difficoltà. Tali metodi fino ad ora si sono rivelati validi se applicati su appezzamenti piccoli e medi, adatti a una distribuzione locale. Occorrerebbe approfondire studi ed esperimenti per verificarne l’applicabilità anche su larga scala.
Come fa l’agricoltura veganic a fare a meno di fertilizzanti animali?
La Veganic Agriculture Network ha un motto: nutrendo il suolo, questo a sua volta nutrirà le piante. Aggiungendo al terreno fertilizzanti vegetali sotto forma di compost, quando tradizionalmente si userebbe concime animale, si ottiene un terreno ricco di nutrienti e microorganismi, che a loro volta nutrono le piante creando fertilità a lungo termine.
Oltre all’uso di fertilizzanti vegetali, i metodo veganic mantengono la fertilità grazie a colture diversificate, rotazioni e coprendo le radici delle piante.
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