C’è una strada nel centro storico di Roma che risale direttamente alla fondazione della città: si chiama Via Urbana, luogo di nascita di Giulio Cesare, anticamente asse di collegamento tra la Roma quadrata e il suo primo suburbio, la Suburra…
Via Urbana pedonale: la strada per le persone
C’è una strada nel centro storico di Roma che risale direttamente alla fondazione della città: si chiama Via Urbana, luogo di nascita di Giulio Cesare, anticamente asse di collegamento tra la Roma quadrata e il suo primo suburbio, la Suburra, oggi luogo di botteghe artigiane, falegnami, fabbri, restauratori, ristoranti, bar e attività culturali.
Fino ad un anno fa la strada, morfologicamente stretta e lunga, era completamente appannaggio di auto e motorini, con alcune inevitabili conseguenze: parcheggi selvaggi su entrambe le carreggiate, traffico, smog, rumore.
Da qualche mese però qualcosa sta cambiando: grazie a degli interventi urgenti sulla pavimentazione e al divieto di accesso ad auto e motorini, la strada si è potuta finalmente mostrare in tutta la sua bellezza. Sono bastati pochi giorni di silenzio, di aria pulita e di recupero di vivibilità per vedere bambini scendere dalle loro case a giocare liberamente in tutta sicurezza.
Ai muri che costeggiano i negozi non c’erano più auto e motorini parcheggiati, ma soltanto biciclette e monopattini; le persone hanno ripreso a incontrarsi, parlare, pedalare, camminare, senza l’incombente e ingombrante presenza delle macchine.
C’è però un altro fatto straordinario: per la prima volta in Italia i commercianti della zona, sempre refrattari a cambiamenti, hanno chiesto all’amministrazione comunale di liberare definitivamente Via Urbana dalle automobili.
E’ bastato quindi chiudere temporaneamente la strada alle macchine e ai motorini per registrare un miglioramento delle condizioni di vita e anche dell’economia del quartiere.
Il 16 dicembre scorso, l’associazione dei commercianti Via Urbana ha inviato una lettera al Comune di Roma per chiedere la pedonalizzazione definitiva della strada e farla diventare un polo di interesse culturale, artistico e commerciale.
Tra le motivazioni della richiesta, l’incentivo al commercio locale, la restituzione alla città di uno spazio pubblico per passare il proprio tempo libero, la creazione di un itinerario turistico lungo la strada, la salvaguardia del manto stradale e la possibilità di muoversi a piedi e in bicicletta in tutta sicurezza.
Se i commercianti sono d’accordo, la nota dolente spetta ad alcuni residenti, preoccupati di non parcheggiare l’auto o il motorino sotto la propria abitazione.
Cuore italico non mente. Intanto è stata lanciata dal comitato di residenti e negozianti una raccolta di firme che si propone di raggiungere almeno un migliaio di adesioni.
Articolo tratto dalla rubrica “Mondo ciclabile” pubblicata sul mensile Terra Nuova Febbraio 2015.
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