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Città italiane soffocate dal cemento

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Il tasso di urbanizzazione in Italia è molto alta, e alcune città come Napoli e Milano arrivano al 60% di dispersione urbana con case troppo inefficienti. Ridurre il consumo di suolo diventa una priorità
Città smisurate, cresciute in modo veloce e disordinato. L’ultimo rapporto dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), sulla “Qualità dell’ambiente urbano” punta i riflettori sulle alte percentuali di suolo urbanizzato nei capoluoghi di provincia.
Sono diverse le città ad elevate percentuali di dispersione urbana, in particolare Napoli e Milano che toccano punte del 60%. Superano il 40% anche Bergamo, Brescia, Monza e Padova e anche tra alcune città del sud la percentuale è alta con Bari e Palermo che si attestano intorno al 40%, mentre nei comuni vicini le percentuali scendono al 30%.
Altro dato preso in considerazione è stato l’estensione territoriale dei comuni; tra le città più ampie i valori assoluti più alti si riscontrano a Roma con oltre 33.000 ettari ormai persi e Milano con 11.000 ettari.
 
Nel capitolo dedicato all’edilizia sostenibile del Rapporto si mette in evidenza anchel’importanza degli interventi di rigenerazione e la necessità di agire sul patrimonio edilizio esistente per ridurne gli elevati consumi energetici.
Nello scorso mese di dicembre un cartello formato da 16 associazioni ambientaliste riconosciute ha presentato al Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, l’Agenda ambientalista per la riconversione ecologica del Paese, in cui si richiede anche l’approvazione celere di un testo unificato per il contenimento del consumo del suolo. La riduzione degli impatti urbani diventa una priorità laddove molte città sono attraversate da problemi di tipo idrogeologico e dal rischio sismico.

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