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COP21: inquinatori tra i partner e gli sponsor

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Tante critiche sono piovute sul summit delle Nazioni Unite sul clima per la scelta dei partner e degli sponsor, che vedono tra i maggiori inquinatori del pianeta.
Ci sono case automobilistiche come la Renault, la EDF che gestisce le centrali nucleari in Francia e BNP Paribas che ha finanziamenti nelle fonti fossili e negli armamenti. Poi ci sono Michelin, azienda di pneumatici, le vetrerie Saint Gobain e varie società di produzione di energia elettrica. La necessità di avere sponsor con enormi mezzi è data anche dai costi enormi che il summit avrà: costerà 170 milioni di euro, ovvero venti milioni in più rispetto alla precedente edizione di Copenaghen. Numerose ONG si sono scagliate contro questa scelta sottolineando l’impossibilità di assumere decisioni serie e concrete se a sponsorizzare l’evento sono multinazionali che inquinano.
“La maggior parte di queste imprese – spiega l’attivista di Les Amis de la Terre Malika Peyraut – è responsabile di massicce emissioni di gas ad effetto serra, che alimentano il cambiamento climatico. È il caso di Edf e di Engie,  le cui centrali a carbone disseminate in tutto il mondo disperdono da sole nell’atmosfera un quantitativo di CO2 pari alla metà delle intere emissioni della Francia. Scegliere le loro sponsorizzazioni per la più importante conferenza sul clima del decennio non lascia ben sperare”. Sulla stessa linea anche Oxfam, che ha denunciato quella che considera “una vera e propria operazione di greenwashing”.

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