Il cibo per gli animali dagli scarti dei supermarket
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Si potrebbe invece riutilizzare i rifiuti alimentari per produrre cibo per animali con un basso impatto ecologico e a costi ridotti. In questo caso della grande distribuzione si prenderebbero soltanto gli scarti. È ciò che stanno mettendo in pratica i ricercatori del progetto Noshan, finanziato dall’Unione europea, che sta sviluppando nuove metodologie, separando e producendo additivi alimentari dai rifiuti, per poter ottenere mangimi ‘low cost’. I ricercatori utilizzano, oltre a quelli derivanti dai rifiuti, anche altri additivi commercializzati e riescono a garantire la sicurezza dei mangimi che non presentano agenti patogeni o contaminanti. Lo studio evidenzia che i principali rifiuti alimentari in Europa, riutilizzabili per il riciclo, sono ortaggi, latticini, frutta e piante.
Tra i centri di ricerca che partecipano al progetto c’è anche l’Università degli Studi di Parma, mentre il coordinamento generale è seguito dal centro tecnologico spagnolo Leitat. Secondo l’Unione europea a beneficiare dei risultati del progetto Noshan saranno “sia le aree rurali dove la crescita è meno densa che le aree urbane in cui l’industria dei mangimi è un potente motore economico”. Solo all’interno dell’Unione europea, vanno sprecate annualmente 90 milioni di tonnellate di cibo e ogni supermercato butta tutti i giorni due interi carrelli di alimenti freschi per un valore di quasi 150 mila euro l’anno per negozio. Il costo totale del progetto Noshan ammonta a più di 4 milioni di euro e il contributo dell’Ue è pari a quasi 3 milioni. I risultati finali sono attesi per il 2016 quando il progetto terminerà la sua corsa.