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Nuova legge sui rifiuti in Emilia Romagna

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Promozione della raccolta puntuale e incentivi ai comuni più virtuosi e non alle nuove discariche. Non c’è un no assoluto agli inceneritori. Soddisfazione da parte di Legambiente, Wwf e comitati
La regione Emilia-Romagna punta sulla raccolta differenziata e il contenimento delle discariche. La nuova legge approvata mercoledì 30 settembre prevede di arrivare entro cinque anni agli obiettivi prefissati di una raccolta differenziata al 73%, alla riduzione del 25% della produzione pro-capite dei rifiuti urbani rispetto ai dati 2011, al riciclaggio del 70% delle diverse frazioni, al contenimento delle discariche e come obiettivo complessivo all’autosufficienza regionale. Tutto questo anche tramite l’utilizzo della tariffazione puntuale e forme di incentivi ai comuni più “virtuosi”. “La Regione Emilia-Romagna vuole transitare da un modello economico lineare basato sullo sfruttamento delle risorse naturali, senza alcuna prospettiva legata al riuso o a ripristino delle stesse, a una economia circolare in cui non vi siano prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate”.
Uno dei principali strumenti per raggiungere gli obiettivi di riduzione della produzione complessiva e di riciclo dei rifiuti è la tariffazione puntuale, cioè il sistema secondo cui si paga in base a quanto si conferisce. “Tariffa puntuale significa equità contributiva, in quanto si pagherà in relazione all’effettivo servizio erogato e non in base ai metri quadri o al numero dei componenti della famiglia. E significa inoltre responsabilizzazione dei cittadini attraverso l’applicazione del principio chi inquina paga” sottolinea la Regione. Per l’applicazione del nuovo sistema si darà priorità alle utenze non domestiche. La legge rinvia a specifiche linee guida che dovranno essere adottate da parte dell’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir).
La legge prevede inoltre degli incentivi ai Comuni maggiormente “virtuosi”, cioè quelli che invieranno meno rifiuti in discarica rispetto al dato medio regionale. Per questo è stato pensato “un fondo a sostegno delle gestioni meritorie e a sostegno della trasformazione del servizio con modelli innovativi di raccolta tesi a incrementare i rifiuti da destinare al riciclo, nonché per la realizzazione dei centri comunali per il riuso”.
La Legge, inoltre, disincentiva l’uso delle discariche e l’incenerimento senza recupero di energia. Sono quindi rivisti in aumento gli importi dell’ecotassa per lo smaltimento. La revisione sarà graduale, con un primo aumento del 20% che scatterà dal primo gennaio 2017 e uno successivo al 2020. 
Le associazioni ambientaliste plaudono all’approvazione della nuova norma. “Questa legge è partita come proposta di iniziativa popolare, lanciata da associazioni tra cui Legambiente e WWF, centri di ricerca come l’Ecoistituto di Faenza, Comitati, Gruppi, Amministratori locali e cittadini, e fatta propria, attraverso un voto in consiglio da 60 comuni e 1 provincia, per essere poi recepita dall’attuale Giunta regionale con cui è stato concordato un testo fra Comitato promotore e Amministrazione Regionale”.
Il presidente della Regione, Stefano Bonacini, è soddisfatto del lavoro svolto: “Questa Legge è per noi un impegno concreto, un contributo tra i più avanzati del Paese. Ora il nostro futuro parla di superamento della maggior parte delle discariche nel 2020, come chiede l’Unione europea, di politiche che permettano di raggiungere risultati inediti in termini di qualità della vita e dell’ambiente. Virtuosità che nel 2020 ci porteranno anche a cominciare a spegnere qualche inceneritore”.
“Adesso l’attenzione si sposta sulla parte a monte del filiera del rifiuto e non quella terminale – ha commentato l’assessore regionale alle Politiche ambientali, Paola Gazzolo -, affrontando i temi del contrasto allo spreco, della riduzione del rifiuto, della raccolta e dell’industrializzazione del riciclo, del passaggio a un’economia circolare in cui il rifiuto diventa realmente risorsa. La Giunta, inoltre, metterà risorse proprie per fare in modo che il Fondo a sostegno delle gestioni virtuose sia non inferiore ai 10 milioni di euro. Ora subito il Piano regionale, dove andremo a recepire e tradurre nella pratica gli obiettivi di questa Legge”.

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