Sì al referendum o sì alle trivelle?
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Lo stesso Renzi aveva detto che la riforma costituzionale, che annulla la concorrenza di competenze tra Stato e regioni, alleggerirà le bollette. Ma tra le pieghe del documento, pubblicato sul sito del Comitato, si intuisce un indirizzo molto chiaro per quanto riguarda la politica energetica del Paese.
Il comitato per il sì” fa sapere che, se passerà la riforma costituzionale, sarà finalmente possibile rilanciare le attività di ricerca ed estrazione di gas e petrolio nel nostro paese.
Per fare questo, afferma il comitato, occorre riportare la competenza legislativa sull’energia nelle mani dello Stato; in questo modo, si “delinea un quadro chiaro e preciso delle competenze esclusive dello Stato e delle Regioni” e si riduce, per conseguenza, anche il contenzioso davanti alla Corte costituzionale. Un indisturbato rilancio delle attività petrolifere produrrebbe, inoltre, immediati benefici per i cittadini italiani, in quanto alleggerirebbe il costo delle bollette del gas e della luce e ci farebbe stare, in generale, più tranquilli: “senza petrolio e derivati” – dichiara il Comitato – “le nostre macchine non circolerebbero, e con esse la gran parte dei beni (anche di prima necessità) che nel nostro paese viaggiano su gomma”. Per il comitato, infine, tra i progetti strategici da realizzare vi è anzitutto quello della Tap (il megagasdotto che dalla Puglia attraverserà l’Italia intera).
Per quanto riguarda il megagasdotto il giudizio è perentorio:” la TAP non porterà gas nelle case degli italiani: si limiterà ad attraversare il nostro Paese per portare gas in Europa. Quindi non si vede in che modo le bollette dei cittadini sarebbero più leggere!