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Sulle Orobie con i pastori: 50 posti

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Cinquanta posti diponibili per trascorrere un periodo di tempo tra giugno e settembre tra i pastori delle Orobie bergamasche, per cercare di contenere i pericoli costituiti dai predatori.
Tra i requisiti richiesti ci sono la maggiore età, l’adattabilità al lavoro all’aria aperta e una forte motivazione. Caratteristiche che non possono mancare a chi vuole candidarsi per partecipare a Pasturs, un progetto per trascorrere minimo una settimana e massimo tre mesi in alta Valle Seriana, sulle Orobie, tra giugno e settembre, a fianco dei pastori, con greggi di ovini o caprini, per aiutarli e per prevenire le possibili conflittualità con lupo e orso. I posti disponibili sono cinquanta e c’è tempo fino a fine aprile per candidarsi (info su www.pasturs.org).
Il progetto è stato messo in campo da Cooperativa Eliante Onlus, con la partnership di Parco delle Orobie Bergamasche e Wwf Bergamo–Brescia, in collaborazione con Coldiretti Bergamo, per ridurre i rischi conseguenti alla presenza dei grandi predatori sulle Orobie. «Un travaso di conoscenze che, siamo certi, permetterà di gestire i conflitti nel modo migliore, riducendo il rischio di danni economici per le attività e, al tempo stesso, di bracconaggio per gli animali. Da sempre ci impegniamo per difendere l’ambiente, per rendere lo sviluppo della società compatibile con gli ecosistemi naturali e siamo convinti che Pasturs potrà essere di grande aiuto in questo», dice Mauro Belardi, presidente Cooperativa Eliante Onlus.
Migliorare la convivenza tra pastori e grandi predatori permetterà di ridurre le difficoltà per le attività zootecniche locali derivanti da possibili incursioni, evitando, al tempo stesso, l’estinzione di specie protette. «La biodiversità è uno dei più grandi pregi delle nostre montagne, ma dobbiamo far sì che questa possa realizzarsi nel migliore dei modi, facilitando la convivenza pacifica tra l’uomo e le altre specie che vivono nel territorio», dice Yvan Caccia, presidente del Parco delle Orobie Bergamasche. Sul lungo termine, inoltre, il progetto potrebbe contribuire ad uno sviluppo del «sistema montagna» più sostenibile, creando un ambiente favorevole sia al proseguimento di attività economiche tradizionali tipiche della comunità locale e sia alla conservazione dei grandi predatori.
Fonte: Bergamo online

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