La storia di un lupo che diventa vegetariano cambiando radicalmente se stesso: una fiaba emblematica che ci apre gli occhi su come stiamo consumando il Pianeta.
Quando la ragione vince sull’istinto
“Quella pancia tutta piena di capretti… già quando me la sono immaginata sapevo che avrebbe impressionato. Poi, quando l’ho disegnata, mi sono accorta che non poteva essere altrimenti. Il messaggio è forte ma diretto, semplice e chiaro: la pancia rappresenta l’eccesso, quell’avidità smodata che ci fa consumare il Pianeta. E ho capito che il lupo padrone di quella pancia poteva, insieme a me, farsi portavoce di cambiamento”.
Francesca Pirrone, 52 anni, tre figli vegetariani e “
un amore incondizionato per gli animali fin da piccola”, è l’illustratrice di un libro che è insieme provocazione e saggezza,
Il lupo vegetariano e i 7 capretti, favola per grandi e piccini, il più recente volume della collana Terra Nuova dei Piccola.
Nella storia il lupo, carnivoro predatore per eccellenza, segue l’istinto e attacca i capretti; approfittando della loro ingenuità, li divora in pochi bocconi e cade tramortito dal peso dell’ingordigia. Mamma capra accorre, taglia la pancia al lupo mentre è privo di coscienza e salva i suoi piccoli. Poi, però, riempie lo stomaco del lupo con tante verdure. Quando il cattivone si riprende, si sente leggero e pieno di energie e i capretti saltellanti gli raccontano che si sente bene perchè ha mangiato verdure. La fiaba si chiude con lupo e capretti felici, seduti di fronte a una tavola imbandita di crudità.
Forzatura? “Non liquidiamola così” spiega Francesca. “Tutti sappiamo che il lupo è carnivoro e che non lo si può costringere a violare la sua natura. Ma questi protagonisti umanizzati ci trasmettono un altro messaggio: noi esseri umani possiamo ragionare e decidere su ciò che è meglio fare. È una storia emblematica di come la ragione vince sull’istinto. L’ingordigia e l’eccesso ci portano a consumare troppo cibo, troppa carne, troppo di tutto, sfiancando il povero Pianeta con cui invece dovremmo vivere in simbiosi. Un tempo si mangiava carne una volta la settimana o anche meno, ora un numero spropositato di persone ne divora grandi quantità ogni giorno e questo semplicemente non è più sostenibile, è un abuso che non possiamo più permetterci. Paradossalmente possiamo prendere esempio da questo lupo così particolare: noi non siamo solo istinto, siamo anche ragione. Smettiamo di esser ciechi, farà bene a noi e al mondo”.
Attualmente ogni anno nel mondo si macellano 58 miliardi di polli, 2.8 miliardi di anatre, quasi 1.4 miliardi di suini, 654 milioni di tacchini, 517 milioni di pecore, 430 milioni di capre, 296 milioni di bovini. Sono dati della fondazione tedesca Heinrich Boll e di Friends of the Earth Europe, autori del Meat Atlas (Atlante della carne), che vi consigliamo di leggere.
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Rivisitazione animalista della favola dei fratelli Grimm
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