Vietato potare… non è ancora arrivato il momento di potare, anche se le piante a foglia caduca sono già entrate in riposo vegetativo… I lavori nell’orto e nel giardino a Novembre: continua a leggere…
Vietato potare
E’ indispensabile, infatti, attendere che tutte le foglie siano cadute e abbiano trasferito nei tessuti di riserva della pianta i minerali, in particolare magnesio e ferro, che contengono componenti della clorofilla.
Inoltre, non bisogna dimenticare che una potatura precoce provoca una maggiore sensibilità della pianta ai geli invernali, una minore differenziazione delle gemme a frutto e germogliamento primaverile anticipato. È importante quindi avere la pazienza di attendere la fine dell’inverno.
Trapiantate, se potete
A novembre inizia il periodo migliore dell’anno per piantare alberi da frutto. Eseguire il lavoro in questo periodo favorisce lo sviluppo radicale al momento della ripresa vegetativa, riducendo la necessità di irrigazioni durante il primo anno di coltivazione.
È opportuno scegliere piante giovani, di uno o due anni, che hanno una maggiore capacità di adattamento e sopportano meglio il trapianto, oppure optare per quelle a radice nuda, perchè è possibile verificarne l’integrità (foto1).
Sono preferibili piante con una presenza più elevata di radici secondarie sottili. Le piante in vaso sono molto più costose, quindi sono consigliabili solo nel caso in cui si ritenga di dover attendere a lungo prima del trapianto.
È meglio utilizzare piante resistenti o tolleranti ai principali parassiti. Per questo motivo non bisogna accontentarsi di quanto offre il mercato, ma è necessario selezionare accuratamente le varietà sulla base della loro “rusticità” oltre che della sapidità dei frutti. Le varietà più antiche, soprattutto quelle tipiche della zona in cui si vive, posseggono spesso – ma non sempre – queste importanti caratteristiche.
Verso la primavera – 1. trattamenti preventivi
Durante il periodo della caduta delle foglie spesso si rivela utile trattare le piante da frutto con prodotti a base di rame.
Questo inverno, soprattutto se ripetuto una seconda volta prima della ripresa vegetativa, può essere risolutivo per alcune crittogame, come la bolla del pesco (foto2) e il corineo, che colpiscono le drupacee, e per i cancri rameali delle pomacee.
Inoltre il trattamento con sostanze a base di rame contribuisce ad abbassare il potenziale di inoculo di altre malattie, come la ticchiolatura, che colpisce melo e pero, e la monilia, dannosa per gli albicocchi, i peschi, i susini e le altre drupacee.
Verso la primavera – 2. preparare il terreno
In molte aiuole dell’orto il ciclo produttivo è terminato.Bisogna quindi eliminare i residui colturali portandoli nella compostiera, per poi iniziare a lavorare il terreno e prepararlo alle semine primaverili, facendo attenzione che non sia troppo umido. Questa raccomandazione vale soprattutto per i suoli argillosi e limosi, dal momento che un’eventuale primavera piovosa può rendere difficile lavorarli in prossimità delle semine e dei trapianti.
La lavorazione si esegue con una vanga o, ancora meglio, con un forcone (o forca) foraterra: quest’ultimo infatti comprime meno la terra, consente di raggiungere una maggiore profondità e può essere usato anche se il terreno è piuttosto umido. La forca foraterra richiede inoltre uno sforzo fisico minore, perchè non è necessario rivoltare la zolla, ma basta farle compiere un movimento avanti-indietro.
Dopo la lavorazione principale si può già distribuire il letame o compost, interrandoli con la zappa e rompendo grossolanamente le zolle.
Se possibile, si consiglia di evitare l’uso di zappatrici o frese meccaniche, che rovinano la struttura del terreno e provocano la suola di lavorazione.
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