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Rendi felice il mondo in cui vivi

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Le parole sagge e profonde del Dalai Lama, raccolte dopo la sua visita in Italia lo scorso 14-15 giugno. Domande e risposte per capire come rendere felice il mondo in cui viviamo.

Rendi felice il mondo in cui vivi

Il grande interrogativo che tormenta la vita di tutti gli uomini, che sia una domanda espressa esplicitamente oppure no, è il seguente: qual è lo scopo della mia esistenza?
Io credo che il nostro fine ultimo sia essere felici. Ogni essere umano si sforza, sin dalla nascita, di raggiungere la felicità ed evitare la sofferenza. In fondo al cuore, tutti vogliamo semplicemente sentirci appagati. Poiché tutti noi speriamo di condurre un’esistenza felice, è importante scoprire come possiamo realizzare pienamente questo nostro innato desiderio.
Il bisogno d’amore e di compassione
Essenzialmente, il motivo per cui l’amore e la compassione riescono, più di ogni altro sentimento, a donare gioia al cuore dell’uomo, è che la nostra intima essenza li desidera sopra ogni altra cosa. Il bisogno di dare e ricevere amore è parte fondamentale della natura umana ed è dovuto alla stretta interdipendenza che ci unisce tutti. Per quanto dotata e intelligente possa essere una persona, se viene abbandonata nella completa solitudine non riesce a sopravvivere. Per quanto si senta forte e indipendente nei periodi propizi della vita, prima o poi avrà bisogno dell’aiuto e del sostegno degli altri.
Non siamo macchine
Dobbiamo sempre tenere in considerazione ciò che siamo realmente. Non siamo oggetti. Se la nostra vita fosse governata da meri principi meccanicistici, allora il semplice intervento di una macchina sarebbe sufficiente per alleviare tutte le nostre sofferenze e soddisfare ogni nostro bisogno. Tuttavia, poiché non siamo costituiti unicamente dalla materia, è un errore credere che la felicità dipenda esclusivamente da fattori esteriori. Dovremmo invece indagare sulle nostre origini e sulla nostra essenza, per scoprire le nostre reali necessità.
Credo che nessuno sia in grado di vivere senza amore. Questo dimostra che, nonostante la direzione presa da alcune scuole di pensiero in epoca moderna e contemporanea, non possiamo pensare all’uomo come a una banale entità fisica. Nessun oggetto, per quanto esteticamente perfetto e costoso, ha la capacità di farci sentire amati, perché la nostra identità più profonda e il nostro vero carattere risiedono nella soggettività della mente.
La vita quotidiana
Quando, nella nostra vita quotidiana, parliamo con qualcuno, se il nostro interlocutore esprime emozioni positive, lo ascoltiamo volentieri e interagiamo con entusiasmo; l’intera conversazione diventa più coinvolgente, anche se il tema in sé non ci interessa. Invece, se una persona è fredda o scontrosa, ci sentiamo a disagio e cerchiamo di congedarci il più rapidamente possibile. L’affetto e il rispetto per il prossimo sono essenziali in ogni ambito della nostra vita, dal più ordinario al più importante.
Sviluppare la compassione
In primo luogo dobbiamo definire il significato del termine compassione. Molti sentimenti compassionevoli sono contaminati dal desiderio e dall’attaccamento. Per esempio, l’amore che i genitori provano per i propri figli spesso non è puramente compassionevole, perché le madri e i padri cercano in quel rapporto la soddisfazione dei propri desideri affettivi. Anche nel matrimonio, soprattutto nella prima fase, durante la quale i due coniugi non si conoscono perfettamente, l’amore tra i due partner è determinato soprattutto dall’attaccamento. Il nostro desiderio di ricevere affetto può essere così impellente che la persona a cui decidiamo di legarci ci sembra perfetta, mentre in realtà è piena di difetti. Inoltre, abbiamo la tendenza a esaltare e ingigantire qualità che sono, nei fatti, insignificanti. Perciò, quando l’atteggiamento del nostro compagno o della nostra compagna cambia, noi cambiano il nostro. Questo mutamento ci indica che l’amore che proviamo è scatenato più dai nostri bisogni che dal sincero desiderio di prenderci cura dell’altro.
La vera compassione
La vera compassione non è solamente una risposta emotiva, ma una decisione ferma fondata sulla ragione. Perciò, chi prova una sincera compassione, non cambia il proprio atteggiamento nemmeno di fronte a un comportamento negativo. Quando comprendi che tutti gli esseri viventi sono accomunati sia dal desiderio di raggiungere la felicità sia dal diritto di ottenerla, ti senti automaticamente in empatia con il mondo. Diventando altruista nei confronti di tutti gli esseri che vivono nell’universo, sviluppi una solida responsabilità nei confronti del prossimo, cresce il tuo desiderio di aiutarlo a superare i problemi e speri di riuscire a essere vicino a tutti in modo equanime, senza discriminazioni.
L’equanimità
Siamo tutti uguali: ogni uomo soffre e gioisce esattamente come te, perciò non è giusto discriminare o smettere di prendersi cura delle persone, anche quando si comportano male. È importante ricordare che abbiamo la capacità, con il tempo e la pazienza, di accrescere la nostra compassione. Ovviamente, l’ostacolo principale per la compassione è il nostro egocentrismo, ovvero il nostro eccessivo attaccamento all’idea della nostra unicità e indipendenza. La vera compassione si realizza solo quando riusciamo a superare tale convinzione; questo non ci impedisce di iniziare da subito a crescere in quella direzione.
Come possiamo iniziare?
Dovremmo innanzitutto eliminare i sentimenti che inibiscono la crescita della compassione: la rabbia e l’odio. Sono emozioni molto forti, che possono arrivare a soggiogare la nostra mente. Tuttavia, possiamo imparare a controllarle. Se non poniamo un limite, questi sentimenti negativi ci tormentano e ostacolano la ricerca della felicità che può derivarci da una mente amorevole. Dobbiamo capire che, anche se le forze antagoniste sembrano danneggiare la nostra vita, alla fine danneggiano solo se stesse. Per tenere a bada l’istinto egoista di rivalsa, dobbiamo affidarci al nostro desiderio di praticare la compassione e assumerci la responsabilità di aiutare gli altri affinché evitino di soffrire per le conseguenze negative delle proprie azioni. Se le tue azioni sono state progettate con calma, saranno più efficaci, precise e potenti. Chi rimane invischiato nella cieca energia della rabbia raramente ottiene risultati positivi.
I nemici possono diventare amici
Una persona che coltiva la compassione e l’amore deve anche praticare la tolleranza, per questo è indispensabile un «nemico». Dovremmo quindi provare riconoscenza verso i nostri nemici, perché sono gli unici che possono aiutarci a placare la nostra mente! Inoltre, tanto nella vita privata quanto in quella pubblica, i nemici possono trasformarsi in amici. Naturalmente, tutti vogliamo avere molti amici. Spesso, scherzando, dico che se vuoi essere davvero egoista, devi diventare altruista! Dovresti occuparti attentamente degli altri, pensare al loro benessere, aiutarli, servirli, avvicinarli a te, sorridere di più. Qual è il risultato?
Quando sarai in difficoltà, ci saranno moltissime persone disposte ad aiutarti! Se invece trascuri chi ti è vicino, nel lungo periodo, sarai tu a rimetterci. Solo donando affetto costruiamo vere amicizie. Nella nostra società materialista, sembra che sia sufficiente avere soldi o potere per avere molti amici. Tuttavia, queste persone non sono realmente interessate a te ma, di solito, mirano al tuo denaro e alla tua posizione. Infatti, se perdi la tua ricchezza e la tua influenza, scompaiono immediatamente. Il problema è che, quando il destino è benevolo con noi, iniziamo a sentirci sicuri di noi stessi e pensiamo di non aver bisogno di amici ma, non appena incontriamo qualche difficoltà o la nostra salute vacilla, scopriamo subito di esserci gravemente sbagliati. In queste situazioni possiamo capire chi ci è davvero fedele e chi invece ci segue solo per interesse personale.
Perciò, per essere pronti ad affrontare ogni difficoltà e per circondarci di amici che ci aiuteranno in ogni circostanza, dobbiamo coltivare l’altruismo. La felicità del singolo può costituire un importante e valido contributo per il progresso di tutto il genere umano. Poiché tutti condividiamo il medesimo bisogno di amore, possiamo considerare tutte le persone che incontriamo, in ogni circostanza, nostri fratelli e sorelle.
L’umanità è una
Indipendentemente dai tratti somatici, dall’abbigliamento e dal comportamento, non esistono reali e profonde differenze tra gli esseri umani. Non dobbiamo dare troppo peso agli aspetti superficiali perché, in fondo, siamo tutti accomunati da una medesima natura. A ben vedere, l’umanità è una e questo piccolo pianeta è la nostra unica casa. Se vogliamo davvero proteggerla, ciascuno di noi deve provare un sentimento di altruismo verso ogni essere vivente. Solo la generosità può cancellare l’egoismo che induce le persone ad abusare degli altri e imbrogliare il prossimo. Se il tuo cuore è sincero e aperto, la sicurezza in te stesso e l’autostima si generano spontaneamente e la paura degli altri scompare.
Il segreto per un mondo più felice
Credo che in ogni gruppo sociale – la famiglia, la tribù, la nazione e la comunità internazionale – la compassione sia il segreto per costruire un mondo più sereno e armonioso. Non serve credere in una fede o aderire a un’ideologia. Dobbiamo solo coltivare le nostre virtù migliori. Io cerco di accogliere tutti come se fossero vecchi amici. Questo mi rende profondamente felice. È giunto il tempo di dare il nostro contributo alla creazione di un mondo migliore.
Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Giugno 2014.
Inaspettata e bella, la foto del Dalai Lama con in mano la rivista Terra Nuova di giugno,con la copertina a lui dedicata e un articolo approfondito che raccoglie le sue parole, sagge e profonde, circa il grande interrogativo che tormenta la vita di tutti gli uomini:qual è lo scopo della mia esistenza?
(Grazie a PHOTO-Piero Sirianni per il bellissimo scatto preso durante l’evento Dalai Lama Italia che si è tenuto a Livorno).

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