Un posto al sole
Come spesso accade per tante notizie interessanti, ma ignorate perché ritenute foriere di scarsa audience, il pareggio di produzione di energia tra fonti rinnovabili e fossili, impensabile fino a qualche anno fa, è stato quasi del tutto trascurato dai grandi mezzi di comunicazione.
Eppure si tratta di una vera e propria rivoluzione: lo scorso aprile l’energia prodotta da idroelettrico, solare, geotermico ed eolico ha raggiunto in Italia il 49,1% della produzione netta totale di elettricità. Un’avanzata destinata secondo le stime più accreditate a consolidarsi in un primato delle rinnovabili sulle fossili da qui alla fine dell’anno.
Principali protagonisti del record sono l’ottima prestazione dell’idroelettrico (+12% rispetto all’aprile di un anno fa), e la crescita dell’eolico (+9,2%) e del fotovoltaico (+2,3%), che dura ormai da sette anni. Di contro, la produzione termoelettrica ha subito un calo del 10,2%, mentre è rimasta stabile la produzione di energia elettrica delle centrali a carbone.
Una performance che, secondo il recente studio del Handelsblatt research institute svolto sui trenta paesi più industrializzati, vede l’Italia al secondo posto dopo l’Austria nella graduatoria che classifica i paesi in base agli sforzi fatti negli ultimi 5 anni per ridurre le emissioni di CO2 e rendere più sostenibile la produzione di energia.
Oltre a risparmiare l’ambiente e liberarci dal petrolio, le energie rinnovabili creano anche occupazione: nel 2013 hanno garantito 6 milioni e mezzo di posti di lavoro in tutto il mondo (dati dell’International renewable energy agency), +14% rispetto al 2012. In Italia, secondo i dati del Gestore servizi energetici, le fonti energetiche rinnovabili hanno generato 53 mila posti di lavoro permanenti (attività di esercizio e manutenzione) e 137 mila temporanei (nuove installazioni), per un totale di 190 mila posizioni lavorative.
Un aspetto di grande rilievo è che, come conferma la ricerca Calculating global energy sector jobs dell’Università di Sidney, le fonti rinnovabili sono a più alta intensità lavorativa per unità di potenza installata: il fotovoltaico garantisce 40 posti di lavoro per MW, l’eolico 15 e l’idroelettrico 11, molto di più del carbone e del petrolio che si fermano rispettivamente a 8 e a 1,5.
In questi anni in cui ci siamo abituati a vedere l’Italia primeggiare solo nelle classifiche negative e precipitare verso il basso in quelle positive, il primato delle fonti rinnovabili su quelle fossili e soprattutto il ruolo positivo in termini di occupazione sono sicuramente consolanti e fanno ben sperare in un paese che, nonostante tutto, riesce a dare il meglio di sé e a credere in un futuro possibile fatto di scelte coraggiose, lungimiranti e rispettose del Pianeta.
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