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I lavori verdi del mese: giugno

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Nell’orto, nel balcone e nel frutteto a giugno. I consigli di agricoltura naturale di Terra Nuova.

I lavori verdi del mese: giugno

Alleati a sei zampe

Dove: nell’orto e sulle piante da frutta
Gli afidi sono conosciuti come pidocchi delle piante, ma in realtà hanno ben poco da spartire con gli omonimi parassiti dell’uomo. Si tratta sempre di insetti, ma al contrario dei pidocchi, gli afidi si nutrono della linfa dei vegetali succhiandola dalle foglie.
Oltre alla già problematica sottrazione della linfa, provocano altri danni, come il raccorciamento dei nodi o la caduta dei fiori, e creano le condizioni per lo sviluppo di fumaggini.
Gli afidi hanno la brutta abitudine di riprodursi senza la necessità di accoppiamento e questo facilita lo sviluppo di colonie numerose. Per fortuna nostra e delle nostre piante, hanno molti nemici naturali: parassiti (Aphelinus spp) e predatori (coccinelle , crisope, forbicine). Riconoscere questi ultimi è importante per evitare di danneggiarli, tuttavia se le forme adulte sono abbastanza note, spesso le larve e le ovature sono individuate solo dagli esperti.
Per limitare gli attacchi degli afidi si utilizzano macerati di sostanze repellenti (aglio, lavanda, rosmarino) oppure si eseguono trattamenti con sapone di Marsiglia al 2%. In questa stagione, però, l’attività degli insetti utili spesso è sufficiente a impedir loro di danneggiare le piante, quindi è bene evitare tutti gli interventi che potrebbero disturbarli. Anche in presenza di un attacco grave è meglio rinunciare ai trattamenti limitandosi ad asportare e distruggere i getti colpiti; un piccolo attacco, invece, è da vedere quasi con favore, perché favorisce la presenza dei nemici naturali.
Per attirare gli insetti utili possiamo anche costruire dei bug hotel (nel prossimo numero vi spiegheremo come fare) e/o seminare grano saraceno, facelia, ginestrino e senape bianca in prossimità delle colture.

Piante in movimento

Dove: nell’orto e sul balcone
Si è abituati a pensare alle piante come a esseri viventi che non sono dotati della capacità di spostarsi nello spazio, ma non è così. Anche se a una velocità così bassa da impedire agli uomini di percepirne il movimento, le piante, seppure per brevi tratti, si spostano soprattutto alla ricerca della luce.
Questa capacità è particolarmente evidente nel caso delle piante rampicanti, tanto che negli orti e sui balconi si usano, o addirittura si costruiscono appositamente, strutture destinate a sorreggerle. Nell’orto tali sostegni devono essere collocati con cura, interrandoli per almeno 30-35 cm, perché dovranno sorreggere un peso non indifferente e saranno messi a dura prova dai temporali e dal vento. Si può conferire una maggiore solidità legandoli l’un l’altro con un filo zincato e ancorandoli al terreno con dei paletti di testata, oppure unendoli a tre a tre come a costruire un tepee indiano.
Sui balconi le pareti permettono di utilizzare lo spazio in verticale per coltivare piante rampicanti (ad esempio i fagiolini) o che necessitano di supporti (come i pomodori ). I sostegni vanno ancorati saldamente alla parete con viti e tasselli, perché devono sopportare il peso della pianta. È opportuno anche distanziarli almeno un paio di centimetri dalle pareti stesse, per consentire alla vegetazione di insinuarsi fra gli spazi e sfruttare al meglio gli appoggi.
Si possono usare graticci in legno o in bambù, esteticamente più gradevoli, ma vanno bene anche le reti di plastica o di metallo zincato, sicuramente meno costose. Se si permette alle rampicanti di crescere su ringhiere e parapetti creeranno una piacevole cortina verde verso l’esterno.

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