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I lavori verdi del mese: aprile

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Nell’orto e nel giardino ad aprile. I consigli di agricoltura naturale di Terra Nuova.

I lavori verdi del mese: aprile

Antagonisti bavosi nell’orto

Le limacce (1), che si distinguono dalle altre lumache per l’assenza del guscio, arrecano danni alle colture ortive, soprattutto nelle primavere con decorsi piovosi. Si nutrono di una vasta gamma di piante, tanto che fra gli ortaggi si salvano dai loro attacchi solo aglio e cipolla. Si presentano nell’orto dopo le piogge e mangiano le foglie, partendo più frequentemente dall’esterno, e i frutti, ad esempio le fragole, in cui scavano profondi fori.
La presenza di nemici naturali come ricci, rospi, lucertole, anatre e lucciole contribuisce a ridurre la pressione di questi parassiti, ma quando le condizioni ambientali sono favorevoli è comunque necessario intervenire per proteggere le coltivazioni. La creazione di barriere protettive impedisce alle lumache di raggiungere gli ortaggi, ma non sempre è efficace. L’uso di sostanze in grado di assorbire acqua come la calce o la cenere funziona solo quando le piogge sono poco intense, quindi questa pratica perde efficacia proprio quando servirebbe di più; la realizzazione di recinti in lamiera zincata alti almeno 70 cm, poi, risulta spesso poco funzionale. In ogni caso è meglio evitare l’uso del sale, che peggiora la qualità del terreno, e della sepiolite, che agisce come la calce e la cenere ma è anche molto più costosa.
Buoni risultati si possono ottenere con la preparazione di trappole. Il metodo più semplice è quello di lasciare in campo un’asse di legno, dei sottovasi, dei sacchi, qualsiasi altro materiale in grado di dare rifugio alle limacce e poi passare a raccoglierle al mattino. È possibile anche utilizzare patate e bucce di pompelmo come attrattive alimentari. Un po’ più complicata è la messa in opera di trappole a base di birra (2): bisogna interrare dei bicchieri di plastica contenenti due dita di bevanda nel terreno. Le lumache, attirate dall’odore della birra, resteranno intrappolate e potranno essere facilmente raccolte in un secondo momento.
Attenzione: dopo la raccolta le limacce andranno portate in zone lontane da coltivazioni agricole, perché quelle liberate nei prati vicini all’orto torneranno a insidiare le piante. Infine, per chi non ha tempo di verificare quotidianamente le trappole, è possibile utilizzare prodotti a base di ortofosfato di ferro o preparati di nematodi. Sono molto efficaci nel controllo delle limacce e non presentano controindicazioni per l’ambiente.

Diradare sulle piante da frutto (pesco, albicocco, susino)

Dopo la fioritura iniziano a formarsi i frutti. Di solito, se non ci sono stati problemi di impollinazione, quelli che si formano su pesco, albicocco e susino sono troppo numerosi per assicurare una produzione di qualità. Un minor numero di frutti non consente solo di ottenere una maggiore pezzatura, ma migliora anche il sapore perché favorisce l’accumulo di zuccheri e altre sostanze. Inoltre il diradamento (3) diminuisce il rischio di alternanza di produzione, stimolando la formazione di gemme a fiore, e riduce il pericolo di danni da monilia sui frutti.
L’operazione si esegue prima della fase di indurimento del nocciolo, cioè circa 4-6 settimane dopo la fine della fioritura, eliminando prima i frutti più piccoli e quelli malformati, e lasciandone 1-2 per mazzetto. Il carico di frutti da lasciare va deciso comunque di volta in volta valutando lo stato vegeto-produttivo della pianta.

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