L’Italia che ci piace raccontare
C’è un Italia, quella che viene raccontata ogni giorno dai televisori e dai grandi giornali, che appare immobile e uguale a se stessa negli anni. Amministratori pubblici che vengono colti con le mani in fallo, leader di partiti che continuano a promettere di risolvere i problemi del paese senza avere il coraggio di misurarsi con scelte decisive, pezzi di territorio devastati per incuria dal fango per qualche millimetro di pioggia in più.
L’Italia che faceva cantare a Giorgio Gaber: Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Accanto al paese dei tg, c’è poi un’altra Italia poco urlata, silenziosa e creativa. L’Italia che si indigna, progetta e sperimenta strade nuove e nuove forme di economia, di relazioni e di saperi. Un paese che promuove nuove modalità di convivenza tra gli uomini, le donne e l’ambiente naturale. Un’Italia che sogna di essere diversa e prova a esserlo non attraverso accordi di corridoio e patti tra correnti, ma sporcandosi le mani e togliendo ore al sonno. Sfogliando questo, come altri numeri di Terra Nuova è possibile conoscere dal di dentro questa Italia poco nota, ma molto attiva.
L’Italia delle venti associazioni che hanno fondato il Comitato italiano della società civile per il 2014 con l’obiettivo di difendere l’agricoltura contadina, soffocata dalle mille procedure burocratiche nazionali e comunitarie pensate su misura delle grandi aziende agricole, ma del tutto inapplicabili per le piccole realtà produttive (vedi articolo “Sosteniamo l’agricoltura contadina” a pagina 30 del mensile di Febbraio 2014).
Oppure quella degli attivisti di Co.Mo.Do,acronimo che sta per Confederazione mobilità dolce, impegnati in diverse regioni per promuovere il riuso delle tratte inutilizzate delle ferrovie, per trasformarle in nuove strade percorribili a piedi o in bicicletta (vedi “viaggi fuori dai binari” pagina 40).
Come dimenticare poi i promotori del Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino, un’associazione con più di 1000 aderenti che ha portato alla luce il dramma dei bambini colpiti da disturbi, anche molto gravi, dopo la vaccinazione, ottenendo in molti casi il riconoscimento del danno da parte del Ministero della salute (vedi il dossier “Vittime da vaccino” a pagina 53).
O per finire gli amici di L’uomo che pianta gli alberi e Un albero nel cuore, impegnati in Sardegna e in Sicilia nell’attività più rivoluzionaria che ci sia: piantare alberi (vedi l’articolo “E’ ora di piantarli” a pagina 24).
Questo è solo un piccolo spaccato dell’Italia che resiste e che ogni mese trova spazio sulle pagine di Terra Nuova. L’Italia degli ecovillaggi e della finanza etica. L’Italia ai primi posti in Europa per il biologico e il fotovoltaico.
E’ questa l’Italia che ci piace raccontare e far conoscere.
Sono queste le storie, i volti e le passioni che vogliamo condividere con voi.
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