Creiamo pace nel mondo: un bambino, una madre, un padre alla volta
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Venerdì 21 febbraio, presso la Casa della Musica di Trieste, l’autrice Clara Scropetta è lieta di presentare il libro ACCANTO ALLA MADRE e di animare un cerchio di condivisione sul tema dell’importanza del primo periodo della vita, così cruciale per il benessere e la salute e così sottovalutato.
Il libro ACCANTO ALLA MADRE , un testo intenso e profondo, per ripensare le priorità sociali, che introduce la figura della doula come accompagnamento al parto e alla maternità, è in vendita in offerta su www.terranuovalibri.it, lo shop online di Terra Nuova Edizioni.
Come indicato nel libro “Accanto alla madre”, la scienza ci informa che tutto ciò che accade all’inizio della vita ha una grande influenza, a breve e a lungo termine. In particolare, le fasi più delicate sono quelle comprese nel cosiddetto periodo primale, che inizia con il concepimento e termina quando il bambino non è più completamente dipendente dalla madre. In questo periodo giungono a maturità completa alcune parti del sistema nervoso che, per il resto della vita, regoleranno il funzionamento di base, e che possiamo chiamare “sistema di adattamento primale”. La scelta del termine primale vuole suggerire “primo per importanza e primo ad apparire”, sia in senso filogenetico (lungo la linea evolutiva) che ontogenetico (nella storia personale). Approfondire il funzionamento fisiologico può aiutarci a riconoscere i condizionamenti culturali. Naturalmente, non è possibile prescindere dalla cultura: una società umana produrrà sempre cultura. Si tratta piuttosto di rinunciare, consapevolmente, a una cultura basata sulla separazione, con il dolore che ne consegue, e di optare per una cultura basata sull’appartenenza, con il piacere che ne scaturisce. Avrà tutto questo ripercussioni, sul singolo o sulla società?
Gli eventi legati alla riproduzione, ovvero il concepimento, la gestazione, la nascita e un accudimento materno che includa l’allattamento al seno, sono codificati nei nostri geni, fanno parte della programmazione biologica. Sono istintivi e avvengono spontaneamente, fuori da un controllo intellettuale cosciente. A volte, certo, può presentarsi una patologia e allora è meraviglioso disporre di strutture ospedaliere ben equipaggiate e dell’assistenza di professionisti qualificati. Quando si tratta di salvare una vita, siamo grati per i progressi in campo medico. Ma è possibile fare in modo che ci siano meno vite da salvare? Secondo Odent, assolutamente sì, ed è quanto mai urgente comprendere che bisogna innanzitutto agire nel rispetto dei bisogni fisiologici fondamentali. Così facendo, l’intervento medico potrebbe tornare a essere l’eccezione piuttosto che la regola, come è spesso oggi. Sono pienamente d’accordo…