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La rabbia dei bambini: uno strumento di crescita

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Le parole del monaco zen Thich Nhat Hanh in un libro illustrato per bambini sul tema della rabbia per trasformarla in uno strumento di crescita personale. U
La rabbia è una delle forme con cui si presenta la sofferenza, apre ferite profonde in noi e in chi ci sta intorno. Ma anche in questo caso possiamo trasformarla per crescere. Imparare a farlo fin da bambini ci evita dolore improduttivo, ci consente di smettere di utilizzare la nostra rabbia come un’arma per ferire noi stessi e gli altri, ci permette di essere liberi nel godere della nostra ritrovata felicità.
Ma in questo percorso di consapevolezza, i bambini hanno bisogno di una guida, di qualcuno che li aiuti a comprendere come affrontare e gestire questo nuovo passaggio. E, ancora una volta, possono venire in aiuto la consapevolezza e la presenza mentale che ci permettono di vedere con lucidità oltre la rabbia.
Gail Silver, autrice americana e direttrice del Centro yoga child di Filadelfia, ha ideato uno strumento di grande impatto ed efficacia per trasmettere questo messaggio in maniera semplice e diretta ai bambini: un libro illustrato.
In Sono arrabbiato, un bimbo è assorto nel gioco, sta costruendo una torre di mattoncini. Il nonno lo chiama per la cena, ma il piccolo non vuole essere interrotto. Quando il nonno lo sollecita, il bambino viene colto da una crisi di rabbia, urta la torre e si mette a piangere. Il nonno lo invita ad andare in camera per “sedersi” con la sua rabbia e parlarle. E qui, dalla mano dell’illustratrice Christiane Kromer, esce un mostriciattolo rosso e giallo, con cui il bimbo si confronta, si sfoga, ballando e battendo le mani a terra per poi fermarsi a respirare profondamente. Ed è qui, a questo punto, che quella creatura congestionata e sopra le righe, rimpiccilisce, fino a trasformarsi nella corolla di un fiore. Proprio come dice Thich Nhat Hanh: “In te si dissolverà la sofferenza della rabbia o della gelosia e nascerà il fiore della compassione (1)”.
Un libro che racconta le tappe di questo percorso: lacrime, rabbia, sorpresa, rimorso e infine serenità.
Note:
1. Compassione deriva dal latino cum patior, soffrire insieme. Nella tradizione buddhista, il termine compassione va inteso proprio nel suo senso originario, senza quella sfumatura di pietismo e superiorità che ha acquisito con l’uso della lingua italiana.
Le parole del monaco zen Thich Nhat Hanh illustrate per bambini sul tema della rabbia per trasformarla in uno strumento di crescita personale

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