… perché loro vengono da lì, da un assoluto che poi crescendo si dimentica.
Nelle domande dei bambini c’è racchiuso l’intero l’universo…
In loro si agitano i pensieri profondi dell’infinito, che non può essere compreso dalla mente ma che, se lo permettiamo (e i bambini lo permettono), ci pervade, anima, corpo e spirito. Per questo, quando domandano, regalano agli adulti momenti di rara saggezza. Poi, gli intuiti, le grandi aperture, le profondità che i bambini portano con sé in questo mondo possono diventare consapevolezza se ne sapranno prendere coscienza. E forse mai come in questo momento c’è di questo un assoluto bisogno. Allora può essere di aiuto qualcuno che ha già percorso quella strada, qualcuno che comprenda la profondità di pensieri e domande e, con dolcezza, calore e affetto, possa restituire una saggezza matura, compiuta, che arrivi anche al cuore e alla ragione.
Lo sa fare molto bene il monaco zen Thich Nhat Hanh, fondatore della comunità Plum Village in Francia, autore di saggi e mente illuminata. «Sono tante le domande che i bambini mi hanno rivolto negli anni, ho sempre cercato una risposta che offrisse loro ciò che di meglio posso donare» spiega. «Una buona domanda non è necessario che sia lunga. E se viene dal cuore può essere d’aiuto a un sacco di persone. Sono molto più vecchio dei bambini che mi hanno interpellato, ma ogni volta che ci sediamo e respiriamo insieme sembriamo tutti uguali. Siamo l’uno la continuazione dell’altro».
Che splendida occasione, dunque, quella di poter trasmettere ai bambini ciò di cui più hanno bisogno: senso di solidità, sicurezza, rispetto, lealtà, eternità, felicità. Thay agguanta sempre l’attimo anche quando arriva la più bella delle domande: «Ma tu chi sei? E quanti anni hai?». «Io vengo da molti posti. Vengo da mio padre, vengo da mia madre, vengo dal mio Maestro e vengo anche dall’aria, dalle nuvole e dalla Terra. Sono venuto da molti posti. Sono la continuazione del Buddha, quindi ho duemilaseicento anni.
Sono anche la continuazione di mio padre, che oggi avrebbe più di cent’anni se fosse ancora vivo. Allo stesso tempo sono una continuazione di te che hai fatto la domanda, quindi ho anche sei anni».
Un ultimo passo, che poi ridiventa il primo: «Che cos’ è la consapevolezza?», una domanda che anche tanti adulti vorrebbero porgli o avrebbero bisogno di porgli. «La consapevolezza è energia. Questa energia ci aiuta a godere di quello che sta succedendo proprio adesso. L’energia della consapevolezza può darci molta gioia: ci aiuta a soffrire di meno e a imparare dalla nostra sofferenza. Un buon modo per avere un po’ di energia di consapevolezza è chiudere gli occhi e respirare tranquillamente. Basta fare attenzione al respiro: se sai goderti l’inspirazione e l’espirazione, ecco che stai generando l’energia della consapevolezza».
Un senso del mondo e della vita di cui i bambini, ma anche noi tutti, abbiamo grande bisogno.
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