Sessualità: l’educazione fa la differenza
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Questo significa che la scuola e le famiglie, le prime cruciali agenzie educative, ancora faticano ad affrontare con competenza i temi legati al sesso e all’affettività. Nelle scuole pubbliche queste tematiche sono delegate alla buona volontà dei singoli docenti, nelle famiglie troppo spesso prevale il senso di vergogna e i tabù che ci sono stati tramandati. Ovviamente esistono lodevoli eccezioni e le trasformazioni sociali degli ultimi decenni, ad esempio l’imporsi nella sfera pubblica delle voci di donne e uomini omosessuali o transessuali e la sempre maggiore presenza di famiglie omogenitoriali, ha avuto tra le proprie ricadute positive la possibilità di organizzare, anche nelle scuole, incontri sulla libertà di amare e provare desiderio per persone del proprio stesso sesso, oppure sulla possibilità di non identificarsi con il sesso con cui si è nati.
Molto, proviamo a scoprirlo insieme.
Da dove partire
I materiali non mancano e neppure le persone competenti. Ad esempio sono una risorsa i libri della casa editrice Lo Stampatello, di cui citiamo solo i classici Piccolo uovo e Piccolo uovo maschio e femmina, illustrati da Altan per i bambini più piccolini, in cui si raccontano i diversi tipi di famiglie e le molteplici possibilità che vanno oltre gli stereotipi di genere che ancora sopravvivono.
Altro materiale qualificato è presente nelle collane di Settenove Edizioni, che spaziano dalla fiction per i ragazzi delle scuole medie alla manualistica. Anche in questo caso, tra i molti titoli citiamo solo il volume scritto a più mani Scosse in classe, in cui sono raccolti dei percorsi da svolgere in classe, dal nido alla scuola secondaria di primo grado, il cui scopo è contribuire alla ripresa della socialità, delle relazioni, e alla rinascita della libertà nella scuola del «distanziamento sanitario». E, per concludere, il bellissimo libro a fumetti Sesso è una parola buffa (Terra Nuova Edizioni), rivolto ai bambini delle elementari in cui, con molta sapienza, si affrontano i temi del corpo, dei bambini diversamente abili e della costruzione delle identità di genere.
Il ruolo chiave dei genitori
Veniamo a noi, caro lettore, cara lettrice, e al ruolo centrale che dobbiamo assumere. Abbiamo un doppio compito: da un lato pretendere che la scuola svolga un programma di educazione alla sessualità e alle emozioni, dall’altro affrontare con i nostri figli questi temi, senza vergogna.
Si tratta di una doppia mobilitazione di cruciale importanza, proprio per non lasciare i ragazzi nelle mani dei contenuti, spesso violenti o incompleti, che trovano con facilità online. Come genitori non dovremmo avere timore di condividere alcune delle nostre esperienze e, nello stesso tempo, dovremmo provare a documentarci e aggiornarci, rivolgendoci a professionisti esperti, se la situazione lo richiede. I nostri ragazzi hanno bisogno di adulti di cui fidarsi, e possono farlo se ci relazioniamo con loro con sincerità, senza giudicarli e senza nascondere eventuali incertezze.
Se non si tratta di un rapporto eterosessuale saranno altri i temi da discutere.
Magari ti risponde: «Non usano un preservativo perché non serve a nulla». A questo punto hai scoperto una cosa importante e puoi prepararti per una bella conversazione sull’importanza dei profilattici, il loro ruolo e il loro impiego.
• Ricorda l’ironia e le battute non sono sempre utili quando stai affrontando argomenti seri. Potrebbero far sentire tuo figlio e tua figlia incompresi o criticati.
• Cerca di rispondere in modo semplice e conciso. Evita i comizi, quando continui a parlare e parlare, più parli, più le cose diventano confuse.
• Cerca sempre di rispondere. Anche se la domanda viene posta nel momento sbagliato, oppure non hai un parere da esprimere, dimostra apprezzamento per quello che ti viene chiesto e prometti di ritornarci sopra. In questo modo non dai l’impressione di voler sfuggire alla conversazione e puoi riprendere il dialogo nel prossimo futuro. Ricordati però di riprenderlo questo dialogo, se no tutti i tuoi sforzi andranno in fumo.
• Rassicura e non cercare di sfuggire alle risposte. Come ho già sottolineato, semplici frasi come «grazie per volerne parlare con me» tranquillizzano tuo figlio e tua figlia rispetto al fatto di essersi aperti ed esposti al giudizio.
• Rispondi con empatia. Non è semplice parlare di sesso e sessualità in famiglia, riconosci che queste conversazioni non sono semplici e cerca di comprendere il punto di vista del tuo interlocutore.
• Non aver paura di non avere risposte. Va bene dire «non lo so», e anche prendersi del tempo per pensarci su. Impegnati però affinché le tue fonti di informazione siano serie, le migliori a tua disposizione.
Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Maggio 2021
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