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Tutti in cerchio per cambiare l’Italia

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L’Italia che cambia si è seduta intorno a un tavolo per capire come attuare dei cambiamenti con azioni sistemiche collettive e buone pratiche individuali.

Tutti in cerchio per cambiare l’Italia

La rivista che ospita questo articolo è stata concepita nel 1977, lo stesso anno in cui sono nato io. Trentotto anni fa eravamo nel cuore di un movimento rivoluzionario che gettava le basi per cambiamenti e trasformazioni epocali. Non sta a me raccontarle. Non le ho vissute e rischierei di esaltare o criticare qualcosa che non ho sperimentato direttamente. Ma posso dire che, quasi quarant’anni dopo, quei semi stanno finalmente germogliando e la velocità con cui crescono mi pare esponenziale.
Sono ormai quasi tre anni, infatti, che giro incessantemente l’Italia tra camper e treni e ho avuto occasione di incontrare centinaia di persone, progetti, associazioni, imprese, scuole, famiglie, singoli, gruppi, che in modi diversi si sono assunti la responsabilità della loro vita ed hanno deciso di agire per cambiare le cose. Riuscendoci.
Ho scritto un libro, Io faccio così, su tutte queste esperienze e ho dato vita con un gruppo di colleghi a un progetto multimediale di racconto, mappatura e messa in rete – Italia che Cambia – ma non è finita qui. Anzi.

Ecco come possiamo cambiare l’Italia

Il passo più grande, quello che in qualche modo dimostra che «il medium è il messaggio», citando Marshall McLuhan, lo abbiamo fatto negli ultimi mesi. Anzi, lo avete fatto voi.
Lo avete fatto voi giornalisti e lettori di Terra Nuova, lo hanno fatto i rappresentanti della Rive (Rete italiana villaggi ecologici), così come quelli del movimento per la decrescita, delle transition town, i permacultori, gli scecchisti, i comuni virtuosi, gli orti contadini, gli ambientalisti, gli animalisti, i paladini della legalità, gli insegnanti, gli imprenditori sociali, le reti di economia solidale, i correntisti di Banca Etica, i soci di Slow Food, gli attivisti di Actionaid… e la lista potrebbe continuare ancora per molto.
Oltre cento realtà, infatti, hanno accettato di riunirsi attorno a una ventina di tavoli per aiutarci a capire cosa possano fare un cittadino, un imprenditore e un politico per attivare dei cambiamenti in un determinato settore. Sono stati organizzati vari tavoli, divisi per tema: il tavolo sull’economia e quello sull’alimentazione, il tavolo sull’energia e quello sull’informazione. E poi salute, ambiente, agricoltura e tanti altri ancora.
L’idea è quella di delineare un orizzonte comune, in varie tematiche, di questa Italia diversa e virtuosa. Cosa ci accomuna? Quali sono i punti fondamentali e gli aspetti irrinunciabili del paese che vogliamo? Che azioni possiamo intraprendere tutti, nella nostra vita quotidiana per andare in quella direzione? È importante avere una visione a lungo termine, il 2040, ma anche compiere nell’immediato alcune azioni quotidiane.

Dalle ideologie alle idee-azioni

Questo enorme lavoro – ora possiamo dirlo – è stato concluso con successo. Con uno sforzo notevole di organizzazione e coordinamento, siamo riusciti a portare a termine i lavori di quasi tutti i tavoli, smentendo i luoghi comuni che vorrebbero le realtà italiane incapaci di collaborare tra loro, chiuse a difesa del loro piccolo giardino e altri annosi «bla bla» che usa chi non è riuscito nel proprio intento o chi ha avuto la fortuna di sognare questa rete liquida troppo in anticipo sui tempi.
Oggi i tempi sono maturi. Abbiamo saputo mettere insieme realtà diverse, in alcuni casi persino in contraddizione tra loro, ma accomunate dalla voglia di abbattere le ideologie, per promuovere, invece, delle idee in grado di trasformarsi in azioni; queste ultime a loro volta in grado di trasformarsi in cambiamenti concreti.
Questo processo ha visto protagonista, e non poteva essere diversamente, anche Terra Nuova, che ha partecipato attivamente al tavolo sull’informazione e la comunicazione e, indirettamente, al tavolo sull’abitare.

Gli agenti del cambiamento

A fine ottobre lanceremo il risultato di tutto questo grande lavoro. Un’enorme campagna per cambiare l’Italia dal basso, proprio ora, proprio qui. Nonostante tutto. Nonostante la burocrazia, la corruzione, la classe politica inetta, le mafie e gli altri problemi fin troppo noti. Noi possiamo portare dei cambiamenti in quasi tutti i settori e i protagonisti dei vari tavoli, da ottobre, ci diranno «come». Per scoprire come si può dar vita a una rivoluzione individuale che abbia ricadute collettive e sia slegata da qualsiasi forza politica elettorale, vi aspettiamo su www.italiachecambia.org.
Con il lancio della nuova versione del sito – a ottobre appunto – verranno divulgati i risultati dei tavoli e verranno invitati tutti i cittadini/contadini/utenti a diventare agenti del cambiamento, attivandosi per incontrare altre persone sul proprio territorio e cambiare le cose nei settori di interesse.
Il futuro è nelle nostre mani. Si chiama presente. E inizia adesso.

Terra Nuova… per cambiare se stessi e il Pianeta

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