Le principali cause automobilistiche hanno truccato e contraffatto i dati sulle emissioni delle loro automobili, Volkswagen in testa… e il Parlamento europeo come risponde? Innalzando i limiti di tolleranza degli inquinanti. Le riflessioni del direttore di Terra Nuova nell’editoriale in apertura del numero di marzo.
Un’Europa lontana e inquinata
Mai come in questi mesi il Parlamento europeo ha dato prova di avere più a cuore gli interessi dell’industria, di una certa industria, anziché la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente.
Dopo il grave scandalo del dieselgate, che ha svelato i numerosi trucchi adottati dalle principali case automobilistiche, Volkswagen in testa, per taroccare i dati sulle emissioni, l’aula di Strasburgo ha trovato una soluzione a dir poco stupefacente. Invece di punire le frodi e intensificare i controlli, si è scelto di innalzare i limiti di tolleranza degli inquinanti.
Con 323 voti contro 317, il Parlamento europeo ha dato il via libera al raddoppio delle emissioni consentite.
Grazie a questa sorta di sanatoria mascherata, il limite di emissione per gli ossidi di azoto per le vetture Euro 6 passa da 80 a 168 mg/km.
Una scelta inspiegabile alla luce del crescente allarme smog che attanaglia le principali città europee e che ogni anno causa mezzo milione di decessi prematuri.
Purtroppo non è la prima volta che il Parlamento europeo si piega agli interessi delle lobby dell’industria, basta ricordarsi i numerosi provvedimenti pro ogm e le tante leggi che rendono sempre più difficile l’attività dei piccoli produttori agricoli e dei trasformatori di alimenti.
Scelte che diventano ancora più gravi e miopi se si pensa che favorire le industrie e le produzioni inquinanti, oltre a mettere in pericolo la nostra salute e contaminare l’ambiente, ostacola l’innovazione e la ricerca di soluzioni a basso impatto ambientale e ridotto consumo energetico.
Più l’Europa rimarrà sorda ai bisogni e alla salute dei suoi cittadini, tanto più elevato sarà il rischio di vedere frantumato in mille nazionalismi il sogno di un intero continente senza confini e con leggi comuni.
I provvedimenti pro inquinamento, così come l’incapacità di dare una risposta unitaria al dramma dei migranti che sfuggono dalla guerra e dalla miseria, di cui siamo in gran parte responsabili, sono facce diverse di un’Europa che si sta allontanando sempre di più dai suoi cittadini e dall’idea originaria dei suoi stessi padri fondatori.
In primo piano in questo numero:
Il lato oscuro delle banane
Autismo: nuovi studi e scoperte mediche
Terra Nuova Eventi: calendario corsi 2016
Un orto sinergico senza errori
Svezzamento naturale: come iniziare
Frutteto senza pesticidi
Cohousing: le prospettive professionali
Viaggio nell’Italia dei parchi artistici
Esperienze: l’asilo libertario Nati Liberi a Roma.
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