Mondeggi, la fattoria occupata nei dintorni di Firenze, è di nuovo “a rischio vendita”. La Città Metropolitana di Firenze ha infatti emanato l’ennesimo bando per alienarla e sottrarla così ai movimenti e ai cittadini che negli ultimi anni l’hanno letteralmente riportata in vita.
«A distanza di 4 anni dal precedente bando, di nuovo un avviso di asta pubblica pende minaccioso sulla tenuta di Mondeggi»: ad annunciarlo sono i membri dell’ampio Comitato di occupanti che in questi anni hanno coltivato le terre della proprietà pubblica che erano state abbandonate.
«Il 30 dicembre 2018 la Città Metropolitana di Firenze ha emanato a sorpresa un bando con cui sancisce per l’ennesima volta la volontà, granitica quanto miope, di alienare in corpo unico la proprietà (villa inclusa) – proseguono da Mondeggi Bene Comune – Non proprio una novità: lo stesso proposito era stato già palesato circa un anno e mezzo fa, nel momento in cui lo stesso ente raccolse “manifestazioni di interesse” da parte di soggetti interessati all’acquisto. Manifestazioni che sembrava non avessero avuto seguito, almeno fino ad adesso».
«Non ci interessa sapere se pesano sulla Città Metropolitana e sugli amministratori incombenze di bilancio, piuttosto che potenziali procedimenti per danno erariale: l’unico dato dalla evidente valenza consiste nell’aver lanciato formalmente sul mercato una proprietà dei cittadini tutti, nell’aver declassato un “bene comune” dall’enorme potenziale sociale a merce, oltretutto di lusso.
E se la “necessità di fare cassa” quale scusa maestra che in tempi di austerità benedice ogni scempio, già cominciava a scricchiolare anni fa a fronte delle continue stime al ribasso susseguitesi regolarmente, adesso siamo giunti all’assurdo», spiegano da Mondeggi.
«Chi ne ha stimato il valore?»
La base d’asta è calata a 9 milioni e 537.000 euro, all’incirca pari al valore stimato della tenuta nel 2014 (9 milioni e 240.000 euro), esclusa la villa, spiegano gli occupanti.
«Su questo punto, vista la totale assenza dì riferimenti all’interno del testo del bando, esigiamo chiarezza: in base a quale stima è stato determinato questo valore? La cifra proposta ha un riferimento concreto e documentabile oppure proviene dalla fantasia dei redattori del bando, mossi dall’obiettivo di disfarsi del bene? Assurdo, poi, che tocca picchi inediti nel momento in cui si sceglie coscientemente di non valutare all’interno delle stime il valore degli interventi di recupero che, in questi ultimi cinque anni, la Comunità di Mondeggi Bene Comune – Fattoria senza padroni ha effettuato autorganizzandosi e autofinanziandosi, che comprendono la riqualificazione degli oliveti e dei vigneti abbandonati, così come interventi volti a evitare il depauperamento del patrimonio immobiliare, salvaguardando quindi il valore di case e terreni».
«Vogliamo risposte»
«Riteniamo che debbano essere fornite risposte alla comunità tutta, non soltanto a quella gravitante intorno a Mondeggi, su questo e su molti altri punti – prosegue la Comunità – Cosa ne pensa, ad esempio, il Comune di Bagno a Ripoli, competente in materia urbanistica, dei frazionamenti inclusi negli interventi ammessi sugli immobili e allegati al testo del bando? Il silenzio del sindaco Casini, rotto qua e là soltanto da qualche invettiva ideologica in difesa della legalità e del mercato, è come al solito imbarazzante. Prendiamo atto che non sono bastati, in questi anni, centinaia di cittadini che si sono mobilitati direttamente prendendosi cura del bene sottraendolo all’abbandono; migliaia che hanno manifestato sostegno e vicinanza da ogni parte del mondo; appelli di accademici, del mondo associativo, di quella molteplicità di soggetti collettivi che dal basso lavorano per costruire comunità e spazi di autonomia».
«Non è bastata una dichiarazione di uso civico, elaborata orizzontalmente in mesi di assemblee, che ha identificato fin nei particolari quello che è il progetto sociale in essere a Mondeggi, e come potrebbe interloquire in maniera costruttiva con le istituzioni – proseguono da Mondeggi – Ma se niente è bastato finora a togliere la spada di Damocle dalla testa di un bene comune e di un progetto, non per questo siamo rassegnati alla fatalità di un destino che viceversa, per quanto ci riguarda, resta ancora tutto da scrivere. L’ennesima annata agricola sta iniziando con la potatura della vigna, e la comunità di Mondeggi non starà certo con le mani in mano. Un volume enorme di iniziative, progetti, desideri sta prendendo corpo o è in attesa di farlo, e non basterà questa nuova iniezione d’incertezza a farlo vacillare».
«Non ci arrendiamo»
Da Mondeggi dicono ancora: «Ci teniamo a informare, per correttezza e trasparenza, enti istituzionali e potenziali acquirenti che il percorso che ha ridato vita a Mondeggi da cinque anni, non solo non ha intenzione di tirare i remi in barca, ma si prodigherà in ogni iniziativa possibile per far naufragare questo bando, e per scongiurare la pubblicazione dei successivi.
Per questo motivo abbiamo deciso di convocare un appuntamento di piazza per il primo marzo, in contemporanea alla scadenza del bando e alla successiva apertura delle buste».
Genuino Clandestino
Un pò diario di viaggio e un pò reportage, questo libro è frutto di un lavoro collegiale, un racconto in dieci tappe di un’Italia inedita.
L’Italia di
Genuino Clandestino, una rete di agricoltori e artigiani che hanno creato negli anni un mercato alternativo per affermare con il loro lavoro l’autodeterminazione alimentare e il valore della produzione locale di qualità.
Partiti da Monteombraro, nel modenese, gli autori hanno percorso l’Italia in lungo e in largo fino a Ramacca, in provincia di Catania: hanno visitato aziende agricole e laboratori artigianali, hanno dormito sotto il tetto dei protagonisti di questa rivoluzione, mangiando e lavorando con loro per riportare su queste pagine un quadro autentico di volti, gesti e scelte coraggiose di chi lotta per ricordare a noi tutta la necessità di un rapporto più diretto e consapevole con la terra e il cibo.