Vino: l’Italia ha il primato, ma attenti a veleni e pesticidi…
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L’andamento climatico anomalo – sottolinea la Coldiretti – capovolge le previsioni iniziali con l’agenzia di statistica del Ministero dell’Agricoltura francese che ha rivisto al ribasso le proprie stime a causa del maltempo e delle forti grandinate nella zona del Bordeaux, la regione del vino più importante del mondo, dove si prevede un calo del 20 per cento con una produzione prevista sui 5,2 milioni di ettolitri, ovvero l’annata più scarsa, in termini quantitativi, dal 1991. Prospettive positive invece in Italia anche sul piano della qualità che – precisa la Coldiretti – è giudicata piu’ che buona nelle diverse regioni.
Buona notizia dunque, se così si può dire. Ma possiamo essere contenti della qualità dei nostri vini. Qual è l’impatto della produzione vitivinicola sull’ambiente e sulla salute? Quanto si riesce a salvaguardare effettivamente i territori e la loro cultura?
Purtroppo la diffusione delle vigne su scala industriale è una delle principali cause dell’inquinamento da pesticidi. Una delle situazioni più critiche è in Valdobbiadene, dove si usa ancora spruzzare sostanze chimiche mediante il lancio dall’elicottero. L’azienda sanitaria della zona, l’ULSS 7, nel frattempo ha riscontrato un aumento preoccupante dei malati oncologici negli ultimi tre anni. Malgrado tutte le rassicurazioni del consorzio vinicolo continua la lotta contro l’uso forsennato di veleni e pesticidi ad opera di comitati locali e del WWf Alta Marca, che ha presentato un esposto al Prefetto di Treviso. I sindaci promettono lo stop, ma le deroghe sono ancora troppe. L’Italia è il primo paese nella quantità, forse per certi vini anche in qualità. Ma dobbiamo ancora farci molte domande. E avere il coraggio di difenderci.