L’oncologo Patrizia Gentilini e il medico internista Agostino Di Ciaula, membri del Comitato Scientifico di ISDE, lanciano un appello al Capo dello Stato: «Si fermi la devastazione del nostro paese». Partita la raccolta di firme.
I dati sull’incidenza di tumori ormai sconcertano, la situazione ambientale è estremamente compromessa, le politiche nergetiche e ambientali sollevano critiche che fanno notare evidenti contraddizioni.
Ora l’oncologo Patrizia Gentilini e il medico internista Agostino Di Ciaula, membri del Comitato Scientifico di ISDE, lanciano un appello al Capo dello Stato: «Si fermi la devastazione del nostro paese».
QUI la raccolta di firme.
Rivolgendosi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i due medici di Isde chiedono: «Le sembra sensato che venga chiesto solo a noi cittadini di avere comportamenti virtuosi (raccolta differenziata/trasporto pubblico/meno riscaldamento nelle case) e che nel contempo si attuino politiche energetiche ed industriali che sono contrarie al più elementare buon senso? Alla luce di numerose evidenze scientifiche che dimostrano la nocività degli inceneritori di rifiuti (compresi quelli di nuova generazione), come si può prevedere di costruire nuovi impianti che avranno bisogno di enormi quantità di rifiuti da bruciare per almeno 20 anni per ammortizzare i costi, vanificando quindi tutti i nostri sforzi? E che dire del recente decreto “sblocca Italia” che, calcolando il “fabbisogno di incenerimento” invece del più sostenibile “fabbisogno di impianti per il recupero di materia” e superando i vincoli territoriali, consente già a centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti di viaggiare su e giù per l’Italia con l’ovvio aggravio anche dell’inquinamento da traffico? Come si possono prevedere incentivi agli inceneritori, pari ogni anno ad oltre 500 milioni di euro, per finanziare la produzione di energia da rifiuti e contemporaneamente chiedere ai cittadini di ridurre i rifiuti non riciclabili? Gli incentivi previsti per gli inceneritori sono superiori al totale dei contributi ricevuti dai Comuni dal CONAI per la raccolta differenziata degli imballaggi. Non sarebbe più utile, sia dal punto di vista economico che ambientale, prevedere che quella cifra -proveniente dai contributi dei cittadini-fosse utilizzata per promuovere raccolte differenziate di qualità e impianti di recupero e riciclo? Si stima che un più efficiente uso delle risorse lungo l’intera catena potrebbe ridurre il fabbisogno di fattori produttivi materiali del 17%-24% entro il 2030, con risparmi per l’industria europea dell’ordine di 630 miliardi di euro l’anno . Chi così legifera non è in linea con quanto chiaramente indicato dalle direttive EU in tema di gestione di rifiuti che pongono il recupero di materia prioritario rispetto al recupero di energia, come è ormai documentato da fiumi di inchiostro . Chi così legifera sembra non considerare che ogni processo di combustione genera inquinamento atmosferico, rifiuti liquidi e ceneri tossiche (che vengono addirittura destinate alla produzione di cemento) e continua pervicacemente a premiare l’incenerimento di biomasse di ogni genere, inclusi scarti animali fino a ieri destinati a produrre mangimi. Stiamo assistendo a devastazioni di fiumi per tagli sconsiderati degli alberi destinati a queste centrali e spuntano come funghi centrali a biogas in cui la materia organica invece di essere restituita ai suoli come compost viene “digerita” in assenza di ossigeno con rischi per ambiente e salute. Si “dimentica” che così facendo si perde il benefico effetto che l’aumento di sostanza organica nei suoli avrebbe nel contrastare non solo la desertificazione (che ormai riguarda il 30% dei nostri suoli) ma anche i cambiamenti climatici, grazie alla “cattura” della CO2, favorita anche dalla agricoltura biologica. Per non parlare della follia di trivellare il nostro paese per la ricerca di idrocarburi per mare e per terra i cui effetti devastanti sono ormai scientificamente ed in modo incontestabile dimostrati: non è questa l’energia di cui abbiamo bisogno. A tal proposito
la lettera “Energia per l’Italia” indirizzata al Governo da valenti ricercatori e scienziati del nostro paese è rimasta ad oggi senza risposta e così pure le considerazioni dei medici sono rimaste inascoltate. Sembra che non si voglia prendere coscienza del fatto che la materia sul nostro pianeta è qualcosa di “ finito” e che la vita si è sviluppata grazie ad una fonte esterna, il sole: è quindi a questa fonte inesauribile che dobbiamo rivolgerci per rendere possibile il proseguimento della vita stessa sulla Terra. Caro Presidente, l’angoscia che portiamo nel cuore è davvero grande e non ci potremmo perdonare di non avere tentato ogni strada utile a contrastare la follia delle scelte che si vanno operando nel nostro Paese».
«Come medici, ingegneri, ricercatori, scienziati, cittadini siamo disponibili a stilare un manifesto di intenti: “Italia sostenibile e responsabile”, anche perché -coerentemente con gli impegni assunti dal nostro paese al vertice di Parigi, COP 21 – non vorremmo che tutto rimanesse, ancora una volta, lettera morta. Le chiediamo quindi di riceverci, ascoltarci ed approfondire direttamente con noi le questioni che abbiamo sollevato. Vorremmo anche darLe testimonianza delle tante esperienze positive e delle tante soluzioni già in essere nel nostro paese, quali ad esempio quelle attuate nei Comuni Virtuosi che riteniamo dovrebbero essere maggiormente conosciute, valorizzate e premiate».