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Le banche del carbone non credono in COP21

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E’ uscito il nuovo rapporto sulle banche (che trovate qui in versione integrale) che finanziano l’industria del carbone: fiumi di miliardi che scorrono e continuano a scorrere. Il summit di Parigi sul clima, per loro, non fa alcuna differenza.
“The Coal Test: Where Big Banks Stand on Climate at COP 21” è il titolo del nuovo rapporto (scaricabile dall’allegato Pdf) di Rainforest Action Network, BankTrack, Friends of the Earth-France che analizza le politiche del carbone portate avanti dagli istituti di credito. Chiedere  queste banche un impegno e vero senso di responsabilità nei confronti dei cambiamenti climatici proprio nei giorni di COP21 è il minimo. Ma c’è qualcuno che ascolta?
Le maggiori banche degli Usa e d’Europa sono anche le banche che destinano maggiori fondi al carbone, uno dei maggiori inquinatori del pianeta. La top ten vede istituti di credito francesi, tedeschi, svizzeri, inglesi e americane. Da quando si è tenuto COP15 a Copenaghen, a finanziare il carbone sono Citigroup (19.65 miliardi di dollari), JPMorgan Chase (18.80 miliardi), Royal Bank of Scotland (15.86 miliardi), BNP Paribas (14.84 miliardi) e Bank of America (14.44 miliardi). Tra Copenaghen e Parigi queste grandi banche hanno stanziato per il carbone qualcosa come 257 miliardi di dollari. In risposta alle forti pressioni internazionali, nel maggio 2015 Bank of America, Credit Agricole, Natixis, Citigroup, Goldman Sachs, Société Générale, BNP Paribas, Morgan Stanley e Wells Fargo hanno annunciato nuove politiche in merito a questi finanziamenti. Quanto si dovrà attendere?

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