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Un Natale senza volatili nel piatto

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Un risultato ragguardevole quello della Lipu in Sardegna, con 2200 trappole disinnescate, destinate soprattutto agli uccelli, presentati nel piatto della cucina tipica regionale.
Ebbene sì, nel Natale nel 2015 si mangiano ancora gli uccelli! E per la loro cattura si ricorre a tecniche di bracconaggio e metodi illegali. Ma c’è chi, come Lipu, si ribella a questa tradizione cruenta, collaborano con la polizia giudiziaria e coinvolgendo i propri volontari. E così in Sardegna sono state distrutte 2200 trappole. Non solo per tordi, cince, fringuelli e pettirossi, ma anche trappole destinate ai mammiferi, con una volpe e tre cinghiali, ritrovati morti dopo una lunga sofferenza. È il risultato del campo anti bracconaggio della Lipu in Sardegna per combattere la piaga dell’uccellagione il cui obiettivo è rifornire clandestinamente ristoranti e macellerie locali per la preparazione di piatti tipici natalizi. Per questo, fa appello il presidente Lipu, Fulvio Mamone Capria, “il più bel regalo di Natale che si possa fare è astenersi dal consumo delle ‘grive’ per le festività natalizie”.
I volontari, che si sono avvalsi della nomina di ausiliari di polizia giudiziaria, hanno perlustrato per una settimana i vasti boschi di macchia mediterranea che ricoprono i Comuni di Assemini, Capoterra e Pula, in provincia di Cagliari. Zone ricche di cibo per migliaia di piccoli uccelli migratori, che affollano la vasta area nel periodo di svernamento fino a metà gennaio, e da febbraio per i migratori di passaggio diretti verso nord.
L’azione dei volontari Lipu ha portato alla distruzione di 1.400 trappole aeree posizionate sui rami degli alberi, 680 trappole a terra, 151 cavetti in acciaio per la cattura di ungulati e un laccio per gatti selvatici. Il materiale è stato consegnato alle stazioni di Capoterra e di Pula del Corpo forestale e vigilanza ambientale della Regione Sardegna.

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