Microcredito strumento fondamentale per chi ha pochi mezzi economici: il rapporto
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Il microcredito resta uno strumento importantissimi per sostenere finanziariamente chi, in Italia, ha pochi mezzi economici e non ha accesso ad altre forme di credito bancario. I dati delll’ultimo rapporto.
La situazione emerge dal rapporto annuale dal titolo “Inclusione finanziaria e microcredito. Per un nuovo dialogo con i territori”, redatto grazie alla collaborazione tra Gruppo Banca Etica, c.borgomeo&co. e Rete Italiana di Microfinanza (RITMI).
Numerosi i fattori che il rapporto prende in considerazione.
Circa il 3% dei nuclei familiari in Italia non possiede alcuno strumento bancario (conto corrente; conto deposito; conto postale). «Si tratta di quasi 600 mila nuclei familiari, per un totale stimabile di circa 1,3 milioni di cittadini non bancarizzati – si legge in una nota di Banca Etica – Il dato appare in sensibile miglioramento rispetto alla precedente rilevazione su dati del 2020: in due anni circa 500 mila famiglie si sono dotate di strumenti bancari. Tra gli aspetti negativi permane la maggior debolezza delle aree meno sviluppate del Paese (il 72% delle famiglie non bancarizzate vive al Sud e nelle Isole) e delle persone più in difficoltà, e il 77% delle famiglie escluse appartiene al quintile di reddito più basso (fino a 17 mila euro annui). Il 53% delle richieste di finanziamento viene dal Nord, mentre solo il 28% da Sud e Isole. Se pur con tassi di accoglimento più alti al Sud, questi tendono a premiare soprattutto gli appartenenti ai quintili di reddito più alti».
In questo scenario, l’Indice di inclusione finanziaria elaborato da Banca Etica segna per il 2022 un calo di 8,4 punti rispetto al valore di riferimento (fissato a 100) per il 2012. «È il peggior risultato dall’inizio delle rilevazioni e sintetizza una serie di condizioni sfavorevoli per persone e imprese, inclusa la restrizione quantitativa di disponibilità dei finanziamenti e una maggior riluttanza del sistema a concedere quei finanziamenti – prosegue la nota – Una fotografia complessiva che trova riscontro nel forte rallentamento del credito erogato dalle banche».
Calano gli sportelli bancari: «a fine 2023 Fisac Cgil segnalava che nel Paese fossero presenti poco più di 20 mila sportelli bancari, ridotti di quasi il 4% rispetto al 2022, e marcando ulteriormente la differenza tra Nord (57% del totale nazionale), Sud e Isole (22%)».
«Donne e migranti restano i soggetti a maggior rischio di rimanere ai margini» prosegie ancora la nota di Banca Etica. «L’inclusione economica di genere appare frenata anzitutto dalla limitata partecipazione delle donne al mercato del lavoro (56,2% in Italia vs. 70,2% di media UE), con un 37% delle donne italiane che non ha un conto in banca e solo 95 miliardi di euro di crediti concessi a donne sui 474 erogati dalle banche alle persone fisiche nel 2023 (FABI). Rispetto all’indice di bancarizzazione delle persone straniere (non OCSE) in Italia, invece, il dato è cresciuto negli anni (dal 61% del 2010 al 90% del 2020), per poi contrarsi all’83% del 2022».
«Il microcredito si dimostra uno strumento indispensabile di inclusione finanziaria – prosegue Banca Etica – Nel 2023 sono stati concessi microprestiti (quasi sempre senza bisogno di garanzie personali) a 17.785 beneficiari, per un ammontare complessivo di oltre 298 milioni di euro. Rispetto al 2022 si registra una discreta crescita del numero di prestiti (+13,4%) e un forte incremento dell’ammontare erogato (+39,2%), così come del prestito medio (+54% sul 2022). Un particolare dato da osservare è la crescita dei microcrediti agli studenti, che rappresenta circa il 46% dei microcrediti erogati nel 2023».
Anna Fasano, presidente di Banca Etica, ha commentato: «I dati presentati nello studio, letti congiuntamente alla crescita della desertificazione bancaria e all’aumento delle disuguaglianze, ci consegnano la fotografia di un Paese frammentato, dove le fasce più fragili e disagiate di popolazione non trovano nel sistema bancario e nell’offerta delle istituzioni un’adeguata risposta all’urgenza delle istanze d’inclusione sociale. La sfida per tutti gli operatori coinvolti è perciò quella di lavorare su diversi strumenti della filiera del credito e dell’accompagnamento, perché tornino ad essere acceleratori di autodeterminazione, con particolare focus sui target oggi a maggior rischio, come donne e migranti. E Banca Etica continuerà, come e più di prima, a fare la propria parte in questa direzione».
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