Mario e Stefano Martone stanno portando avanti la realizzazione del documentario “Dert”, la storia della cooperativa agricola nata al confine la Bosnia Erzegovina e la Serbia e che ha cancellato le differenze.
Il documentario è di Mario e Stefano Martone. La storia è quella della cooperativa agricola Insieme e dell’amicizia che l’ha resa possibile, quella tra Rada, Skender e Mario e della grande rete di amicizia solidale che si è costituita, attraverso i confini, attorno ai valori comuni che questa esperienza rappresenta. A vent’anni dai tragici avvenimenti che hanno sconvolto la Bosnia, DERT si muove nei luoghi della memoria di un paese segnato dalla guerra ma non è un film sulle vittime e sul dolore. É la testimonianza di una straordinaria esperienza collettiva fondata sulla dignità e sul lavoro. Un esempio di convivenza a dispetto di tutti i nazionalismi. Mario e Stefano Martone hanno avviato una raccolta fondi con Produzioni dal Basso come membri del network di Banca Etica per poter finanziare la realizzazione completa del documentario.
CONTESTO
La cooperativa Insieme viene fondata nel 2003 a Bratunac, sulla riva occidentale della Drina, al confine tra la Bosnia Erzegovina e la Serbia, a pochi chilometri da Srebrenica.
Dall’inizio di aprile del 1992, dopo il collasso della Jugoslavia, la Bosnia Erzegovina ha sofferto una sanguinosa guerra d’aggressione terminata nel novembre 1995. Più di centomila morti, migliaia di scomparsi, oltre due milioni di profughi, economia ed infrastrutture distrutte. Il conflitto ha provocato un profondo cambiamento della struttura demografica della popolazione, come risultato delle operazioni di “pulizia etnica” dei territori.
Durante il conflitto, l’area di Bratunac è teatro di scontri durissimi. Molte famiglie si rifugiarono nella cittadina di Srebrenica, enclave a maggioranza musulmana in un territorio a maggioranza serbo-ortodosso, che era stata dichiarata area protetta dalle Nazioni Unite. L’11 luglio 1995 l’esercito serbo-bosniaco viola l’area protetta, entra nella città e commette un massacro sistematico degli uomini musulmani, inclusi i giovanissimi e gli anziani. Le donne e i bambini sopravvissuti sono trasferiti in campi profughi. La strage è di dimensioni inaudite, le vittime stimate sono più di ottomila. É il primo genocidio riconosciuto in Europa dopo la seconda guerra mondiale.
Mario Boccia, fotogiornalista che ha seguito e documentato il conflitto nei balcani fin dall’inizio, è legato da un’amicizia profonda e solidale con Rada e Skender, presidente e direttore della cooperativa che raccoglie piccoli frutti e li lavora per farne succhi e marmellata. La raccolta avviene in estate nelle terre vicino a Bratunac e nella regione della Bosnia centrale, da cui provengono i mirtilli selvatici per i prodotti biologici. Molti direbbero che i soci della cooperativa, ormai più di 500, in prevalenza donne, sono di “etnie” diverse. Loro rifiutano questa distinzione. Lavorano fianco a fianco uniti dal desiderio di restare nella loro terra comune. Ricostruiscono un presente insieme, a dispetto di un passato che li vorrebbe divisi. Il loro esempio sembra gridare alla Bosnia Erzegovina e all’Europa intera: se si può fare qui, sarà possibile ovunque.
PERCHÉ SOSTENERLI
Abbiamo già fatto un sopralluogo a Sarajevo, Tuzla, Mostar, Srebrenica e Bratunac. Al termine della campagna di finanziamento, a luglio 2015, torneremo in Bosnia per terminare le riprese.
É un periodo molto importante per la cooperativa Insieme perchè coincide con l’inizio della stagione della raccolta. Ma lo è anche per tutta la Bosnia, poichè l’11 luglio ricorrono i vent’anni dal massacro di Srebrenica, un evento che sarà vissuto in maniera particolare da tutti gli abitanti della regione.
Con il contributo di tutti i sostenitori copriremo le spese di viaggio, le riprese e una parte della post-produzione del documentario che sarà terminato entro il 2015.
CHI SONO MARIO E STEFANO MARTONE
Hanno realizzato lavori di documentazione sociale e antropologica, in collaborazione con ONG ed enti pubblici, in Bosnia, Sud America, Palestina e Libano. Dal 2006 al 2010 hanno coordinato corsi di realizzazione video nei campi profughi palestinesi del Libano. Sono tra gli autori del documentario NAPOLI 24, prodotto dall’Indigo Film e presentato al Torino Film Festival 2010.
Il loro ultimo lavoro Lucciole per lanterne, ambientato nella Patagonia cilena, è stato presentato in più di 70 festival in 25 paesi, ricevendo premi e riconoscimenti